Nazionale, Astori: Conte come Garcia, Roma ha obbligo di provare a vincere

Firenze, 7 set. (LaPresse) - "Conte e Garcia usano concetti simili, la differenza tra i due è soggettiva: sono entrambi ottimi allenatori, che psicologicamente chiedono molto e danno molto. Hanno un modo di giocare diverso, ma in un certo senso molto simile". Lo ha detto Davide Astori, difensore della Roma e della Nazionale, parlando in conferenza stampa nel ritiro azzurro di Coverciano. "Conte è un allenatore trascinante ogni minuto anche in allenamento, non lascia nulla al caso", ha aggiunto l'ex difensore del Cagliari.

Per Astori l'impatto con il nuovo ct "è stato ottimo anche grazie al blocco della Juve che ci ha aiutato molto per capire ed entrare subito nei concetti del mister. Lui ha dato le sue linee guida che si sono viste nel modo di giocare contro l'Olanda, i benefici li abbiamo visti tutti". "A livellio difensivo cura moltissimo il particolare e si provano uscite e coperture. A livello offensivo - ha spiegato Astori - ha un modo di giocare che, anche per chi non ha piedi vellutati come i miei, rende tutto più semplice".

Astori è poi intervenuto sulle due polemiche dei giorni scorsi, a partire da quella sulla presenza di Lotito nell'entourage azzurro: "Lotito non è mai entrato nello spogliatoio. C'è sempre tanta gente intorno, ma non è stato una figura ingombrante e per noi l'argomento è chiuso". Sul ritorno a casa di Chiellini, invece, il difensore azzurro ha detto: "Con Giorgio ho un ottimo rapporto, mi ha dato una mano e delle nozioni utili nella partita contro l'Olanda. E' un giocatore di livello Mondiale che vorremmo avere sempre con noi".

"Ci sentiamo forti, siamo partiti con il piede giusto contro la Fiorentina. Il mercato della Roma è stato dispendioso e abbiamo l' obbligo di provare a vincere. La mentalità e le potenzialità ce le abbiamo, non vedo perchè non provarci", ha detto invece Astori parlando della Roma. "A Roma si sente molto la pressione positiva di dover fare bene in Champions e lottare per il campionato. La difesa è cambiata, nella prima partita c'era solo Torosidis dello scorso anno. Ora rientra Castan, dobbiamo abituarci ma tutti hanno le possibilità di fare bene", ha aggiunto il centrale giallorosso.

Un Astori arrivato al grande calcio solo a 27 anni. "Il Cagliari non è una società che vende i suoi giocatori dopo uno o due anni, io non rinnego niente delle scelte che ho fatto e dei miei sei anni passati lì".

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