MotoGp, Australia: pole Marquez, settimo Rossi. Dovizioso è nono

Per lo spagnolo della Honda ha chiuso le qualifiche sul circuito di Phillip Island, bagnato da una leggera pioggia, con il miglior tempo 1'29.199

La fame di Marc Marquez è tutt'altro che esaurita. In Giappone lo spagnolo ha messo in bacheca il titolo mondiale, ma non ha alcuna intenzione di tirare il freno: a Phillip Island, sede della terz'ultima prova stagionale, la pole è sua, a conferma che la chiusura dei giochi in classifica non coinciderà con quella della sua tirannia stagionale. Il pilota della Honda ha sfruttato al meglio le condizioni miste del circuito australiano, innaffiato da una leggera pioggia all'inizio della Q2, chiudendo le qualifiche con il miglior tempo, 1'29.199.

Marquez ha preceduto di 310 millesimi il connazionale della Yamaha Maverick Vinales e di 506 millesimi il francese Johann Zarco (Yamaha Tech3). In seconda fila, staccato di 513 millesimi, Andrea Iannone (Suzuki), che dopo l'ottima performance nelle libere viene 'beffato' dalla pioggia, Alex Rins (Suzuki, +0.827) e Jack Miller con la Ducati dell'Alma Pramac Racing (+0.941). Nelle retrovie i contendenti al secondo posto, Valentino Rossi e Andrea Dovizioso. Qualifica complicata per il 'Dottore', che con la sua Yamaha ha ottenuto il settimo tempo (+1.071) precedendo la Ducati di Danilo Petrucci (Alma Ramac Racing, +1.129) e la Ducati ufficiale del forlivese, che limita i danni facendo registrare il nono tempo, a 1.320. Chiude la top ten il malese Hafizh Syahrin (Yamaha Tech3). Pol Espargaro (KTM) e Alvaro Bautista (Ducati), protagonista di una caduta senza conseguenze, hanno superato il Q1 concludendo la qualifica in 11/a e 12/a posizione rispettivamente.

"Sapevo di non essere lontano dalla pole", il commento di Marquez, alla quinta pole consecutiva. "Più di tutti mi aspettavo Iannone che fino a quel momento era stato il più forte su questa pista. Quando ho visto che ha iniziato a cadere una leggera pioggia, faceva paura sulla moto, qua si gira molto veloce", ha spiegato il campione del mondo. "Alla prima uscita si è fermata un attimo e ho spinto un giro, alla seconda uscita si poteva andare forte, ma non ho voluto rischiare di più perché sapevo che il tempo era abbastanza buono. La gara - ha aggiunto - sarà difficile, dobbiamo vedere quale sarà il pneumatico giusto per il posteriore, ma penso che sarà una gara di gruppo più o meno come l'anno scorso".

Non ha nascosto la sua insoddisfazione Rossi: "Di solito queste non sono le nostre condizioni, bisognava essere molto coraggiosi, perché pioveva un po'", le parole del pesarese. "Per come sono andato in FP3 e FP4, con una qualifica normale potevo partire un po' più avanti. La seconda fila era alla mia portata. Partire in terza fila non è fantastico, ma non è neanche un disastro", ha aggiunto il pilota della Yamaha. "La cosa positiva è che oggi ho migliorato il feeling con la moto. Sono stato un po' più veloce come passo. Rimane da scegliere le gomme e vedere il meteo di domani, sperando sia una bella giornata". Sui favoriti per la gara: "Iannone e Marquez, ma anche Vinales va forte. Un po' dopo ci siamo io Zarco, Dovizioso, Rins e forse Miller con in ritmo simile", ha concluso il 'Dottore'.

Il nono tempo "non è una doccia fredda, ma conferma le nostre caratteristiche", ha precisato Dovizioso, che nella volata finale di stagione proverà a difendere il secondo posto in classifica. "Siamo più veloci dell'anno scorso, più competitivi e abbastanza vicini ai migliori. Però Iannone, Marquez e Vinales hanno un altro passo e non sarà per niente facile stare con loro in gara. E poi siamo in 5-6 con un passo simile". Il forlivese è convinto che "tutto può succedere in questa pista perché il consumo gomme ha una certa influenza. Sono contento dei miglioramenti rispetto allo scorso anno ma non bastano", ha aggiunto. Doveroso un occhio di riguardo a Rossi: "E' una pista buona per lui, e la Yamaha qui funziona bene. Sicuramente sarà veloce fino alla fine. Dovremo fare la gara anche su Valentino perché questa è la pista migliore per lui delle ultime tre che restano". 

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