Marquez e le sette meraviglie Mondiali: è il pilota dei record

Tutti i numeri del giovanissimo marziano

Marc Marquez raggiunge il 'livello 7', come recita l'esultanza a tema videogame scelta dal suo entourage per celebrare il titolo Mondiale, il settimo appunto contando tutte e tre le classi (in undici stagioni), il terzo consecutivo in quella regina.
Ma la sensazione è che il numero 93 consideri la partita della sua carriera ancora tutta da giocare. Perché a forza di alzare l'asticella, sta riscrivendo la storia di questo sport. Nonostante ad appena 25 anni, el Cabroncito possa vantare una bacheca da veterano e un posto già prenotato nell'olimpo dei piloti più vincenti di sempre.
E' il corridore più giovane a raggiungere i sette successi iridati in totale e l'ennesimo trionfo gli permette di agganciare il grande rivale Valentino Rossi, Mick Doohan (che lo ha definito "semplicemente straordinario") e Giacomo Agostini nella ristretta cerchia dei piloti che hanno vinto cinque o più titoli iridati nella classe regina.
Insomma, numeri da marziano.

In Giappone l'insaziabile Marquez è stato ancora una volta incoronato imperatore: la terra del Sol Levante evidentemente porta bene al fuoriclasse di Cervera, visto che la pista del Twing Ring Motegi ha già coinciso con la conquista del Mondiale 2014 e 2016. Ma Marquez ha espresso la sua immensa classe in ogni angolo del globo, a partire dal fulminante esordio datato 2008, con la scuderia Repsol Ktm, nella categoria 125 cc. Alla sua sesta gara, lo spagnolo già diamante pronto per essere sgrezzato sale sul podio. Il primo successo Mondiale arriva nel 2010, con la conquista del titolo iridato della ottavo di litro.
E' nata una stella nel firmamento del Motomondiale ed è inevitabile il passaggio alla Moto2 nel 2011 dove, dopo un anno di adattamento, centra il suo secondo titolo con il team CatalunyaCaixa Repsol.

Nel 2013 ecco lo sbarco in MotoGp, con i colori della Repsol Honda, al fianco di Dani Pedrosa: ed è subito gloria. Al termine di un'emozionante battaglia con Jorge Lorenzo, che nel 2019 lo affiancherà alla Honda, Marquez raggiunge il tetto del mondo al  debutto nella classe regina, diventando il più giovane campione di tutti i tempi, oltre ad inanellare una sfilza di record. Nel 2014 il canovaccio non cambia: il campione del mondo in carica conquista la sua quarta iride con tre gare d'anticipo. L'anno successivo, invece, la strepitosa corsa del campione di Cervera si inceppa a causa delle difficoltà riscontrate con la RC213V. Alla fine, si deve accontentare del terzo gradino del podio, alle spalle di Lorenzo e Valentino Rossi.
Smaltito l'anno di digiuno, il ruggito di Marquez, che ha fatto tesoro degli errori, torna a risuonare più che potente che mai nella stagione 2016.

In Giappone arriva la conquista del titolo con tre gare d'anticipo grazie alla vittoria del Gran Premio e agli zero punti ottenuti da Rossi, rivale diretto nella lotta al Mondiale. Nel 2017, Marquez ha raggiunto una maturità tale da consentirgli di andare a punti anche nelle domeniche più difficili. Il duello decisivo è con Andrea Dovizioso, che precede nella classifica finale di 37 lunghezze. E si arriva al 2018, con l'inarrestabile Cabroncito capace di scrivere un altro capitolo all'entusiasmante romanzo della sua carriera. Ancora una volta, forte di otto vittorie stagionali, lo spagnolo conclude i giochi a Motegi, e ancora una volta è record: a 25 anni e 246 giorni, lo spagnolo diventa il campione più giovane a conquistare cinque titoli mondiali nella categoria regina. Tanto per fare un confronto pesante: Rossi conquistò la quinta iride a 26 anni e 221 giorni. Come Marquez, nessuno mai. E la storia continua, sempre al limite, come il suo stile di guida.
 

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