Montano e la moglie Olga: A febbraio diventeremo genitori di Olimpia
Ma gli annunci non sono finiti: "Con la scherma non mollo. Ci vediamo a Tokyo nel 2020"

"Il vero matrimonio, quello dolce ed emozionante lo celebreremo il prossimo anno. Per ora avevamo voglia di sigillare il nostro rapporto in nome dell'amore e in nome della bambina che avremo. Così Olga e io ci siamo sposati in gran segreto, o almeno così credevamo, lo scorso agosto in Siberia. Eravamo solo noi due". Così Aldo Montano, leggenda della scherma italiana, racconta a Chi (in edicola da mercoledì 19 ottobre) il suo matrimonio con la giovanissima velocista russa Olga Plachina. La coppia posa per la prima volta in esclusiva per il settimanale diretto da Alfonso Signorini per annunciare l'arrivo della loro prima figlia: una femminuccia che nascerà a febbraio. "La chiameremo Olimpia - spiega Montano - Un nome che racchiude tutta la mia vita e la vita e la carriera di mio padre e di mio nonno. Tutta la mia famiglia gira intorno a quel nome che ricorda le Olimpiadi. Anche mia moglie è contenta. Solo mia nonna ci rimarrà male. Avrebbe voluto che nostra figlia si chiamasse Paola, come lei. Per fortuna dalla Russia non sono ancora arrivate pressioni per nomi strani".

Un matrimonio e una paternità bruciati in tutta velocità per quello che è stato a lungo lo scapolo d'oro dello sport italiano con flirt celebri come Manuela Arcuri e Antonella Mosetti. "In realtà non trovavo la forza di fare il grande passo", spiega Montano a Chi. "E Olga - aggiunge - che è una donna di carattere, ha preso la situazione in mano. Mi ha bloccato ovunque, sui social e sul telefonino e poi è sparita. Ho passato due mesi d'inferno. Quando l'ho rivista non me la sono fatta scappare".

Montano, dopo le delusioni raccolte alle ultime Olimpiadi di Rio, sembrava a un passo dal ritiro. Invece a Chi annuncia: "Montano non molla, anzi rilancia. Ci vediamo a Tokyo nel 2020. Quando guardo in campo Francesco Totti, o Valentino Rossi sulle piste, che sono quasi miei coetanei, mi viene voglia solo di lottare, altro che ritirarmi".

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