Mondiali 2014, Toni: Scelte inaspettate, sorpreso da assenza Gilardino

Peschiera del Garda (Verona), 14 mag. (LaPresse) - "Ha fatto delle scelte per certi versi inaspettate. La mia assenza era già nell'aria, magari sono rimasti a casa dei calciatori che hanno svolto l'intero biennio con Prandelli, come Gilardino, attaccante che io conosco. Decide l'allenatore, ha fatto le sue scelte". Così l'attaccante dell'Hellas Verona Luca Toni in conferenza stampa ha commentato le pre-convocazioni di Cesare Prandelli in vista del Mondiale in Brasile del giugno prossimo. "Io capocannoniere? Ci proverò, tutti noi abbiamo fatto un campionato stupendo, una cosa eccezionale. Vedremo cosa succederà contro il Napoli, sarà una partita triste perché a porte chiuse e stupisce che nel 2014 accadano ancora fatti come questo - ha evidenziato l'ex centravanti della Fiorentina - Ci tengo a fare bene, a fare gol, me la voglio giocare fino alla fine. Vincere la classifica dei cannonieri sarebbe la ciliegina sulla torta di un'annata fantastica". Nessun rimpianto per aver fatto calciare i rigori a Jorginho nella prima parte di stagione. "E' stato giusto così, non tornerei indietro. Ci ha dato qualità, sono contento per il salto che ha fatto - ha evidenziato - Il gol che non avrei voluto sbagliare? L'ultimo, quello salvato sulla linea da un difensore dell'Udinese nella giornata di sabato. Ma questo è il calcio, sono episodi che capitano".

Per quanto riguarda quello più importante, nessun dubbio. "Sicuramente quello contro il Chievo. Ci tenevo particolarmente perché si trattava di un derby e all'andata avevamo perso male. Quella rete è stata decisiva - ha sottolineato - Il mio rapporto con Mandorlini? Ci stuzzichiamo spesso, c'è un rapporto di amore e odio. Con lui la società è quasi alla firme e gli farebbe piacere che io rimanessi, ma parlerò con la mia famiglia e con la società per capire le intenzioni in vista della prossima stagione. Vorrei fare qualcosa di bello, abbiamo festeggiato talmente poco che nemmeno noi ci rendiamo conto di cosa è successo. Anche con l'Udinese, a fine partita, eravamo rammaricati per il pareggio, ma io credo sia giusto festeggiare. Abbiamo fatto qualcosa di eccezionale, magari Mandorlini sta festeggiando poco ma pian piano si sta prendendo". Sul proprio futuro, l'ex centravanti della nazionale campione del Mondo nel 2006 non si sbilancia. "Dovrò parlarne con la società e capire cosa abbiamo intenzione di fare. Qui c'è tanta aspettativa, vorrei comprendere i programmi della società perché mi piacerebbe concludere la mia carriera in crescendo. Se smetto lo farò a livelli alti - ha spiegato Toni - Se accetterei un biennale? Non è una questione di anni, ma è un discorso che va oltre. Ringrazio il presidente per la fiducia che ha riposto in me. Un futuro da calciatore fuori da Verona? Non mi vedo in un'altra squadra, se continuerò lo farò qui".

Uno dei trascinatori in questa annata dell'Hellas è stato sicuramente Iturbe. "E' uno dei pochi calciatori che salta l'uomo, l'averlo in squadra è una fortuna, non vedo in giro attaccanti come lui. Deve capire che è forte, se manterrà il giusto atteggiamento arriverà nelle squadre più grandi - ha spiegato Toni - Io ho giocato con Ribery e non era forte come adesso. Era sempre il primo ad arrivare all'allenamento e l'ultimo ad andarsene, se Iturbe avrà lo stesso atteggiamento diventerà un grandissimo. Un mio erede in Italia? Gli attaccanti d'area non vanno più di moda. Ci sono dei giovani bravi, come Gabbiadini e Zaza. Bisogna dargli tempo e credere nelle loro qualità, senza prendere stranieri che magari costano meno. Diamo la possibilità a questi giovani di esprimersi, io in Serie A ci sono arrivato a 23 anni dopo tanta gavetta". In chiusura, una battuta sulle chances della nazionale in Brasile. "Il bel gioco non basta più, bisogna vincere. Per farlo occorre essere forti ed avere un grande gruppo, come nel 2006 in Germania. Vedo bene Brasile e Uruguay - ha rivelato il centravanti dell'Hellas - La tournèe in Brasile? Sarà bello, il marchio del Verona sta diventando internazionale. L'emozione più grande al Bentegodi? C'è grande voglia di incitare la squadra e di starti vicino. Quest'anno sono successe cose belle, è un pubblico che dal primo minuto al novantesimo ti aiuta molto", ha concluso Toni.

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