Mondiali 2014, Malagò: Balotelli deludente ma non ha perso da solo

Cavriana (Mantova), 25 giu. (LaPresse) - "Balotelli non è l'unico che ha perso e sarebbe sbagliato dirlo. Certo, indubbiamente, le prestazioni sono state deludenti". Così Giovanni Malagò, presidente del Coni, durante un incontro presso 'La casa di Beniamino' a Cavriana in provincia di Mantova, in merito alla sconfitta di ieri dell'Italia contro l'Uruguay che è costata l'eliminazione dal Mondiale brasiliano. "Mi ha deluso un insieme di cose, soprattutto la poca qualità del gioco, che è un dato di fatto. I presupposti erano buoni e ci speravo come tutti. Non è solo un problema di risultati, ma su come le gare sono state interpretate sul campo. Non so dire se c'è una componente fisica, di tecnica o tattica, ma le partite si sono viste". Il fallimento ha portato alle dimissioni di Prandelli e Abete: "Avevo abbondantemente immaginato che Giancarlo Abete si sarebbe dimesso, a prescindere dal risultato, è una persona la cui onestà intellettuale non è in discussione, penso fosse una scelta meditata - ha dichiarato Malagò - ci sono statuti e regolamenti per decidere il nuovo presidente della Figc. Io ho le idee molto chiare su quanto successo, e le esprimerò. Non mi è mai mancato il coraggio di esprimere fortissime critiche al mondo del calcio. Ma devo rispettare le leggi e gli statuti, altrimenti mi trasformo da una persona che ha voglia di cambiare in un irresponsabile. Serve qualche giorno, settimana o mese per fare qualcosa che consenta di fare ciò che penso nella mia testa. E' il mondo del calcio che deve individuare il nuovo presidente. Il consiglio federale dovrà predisporre gli elementi per l'elezione del nuovo presidente. Un'opinione ce l'ho ed è molto chiara, ma sarebbe sbagliato esprimerla a caldo. Nel bene o nel male, quanto successo ieri è figlio di una gestione che viene da lontano, non è una cosa recente. E' una governance con un corso lungo, ottenere risultati non buoni fa parte della vita". Malagò comunque non butta via tutto: "La testimonianza che di gran lunga mi ha fatto più piacere è stata quella di Gigi Buffon, che è stato molto onesto. Ci sono delle responsabilità da parte dei giocatori, ed a prescindere dai singoli episodi, uno è uscito con demerito".

Il presidente del Coni si è anche espresso in merito alla morte di Ciro Esposito: "E' una notizia tristissima. E' qualche cosa che ti ferisce dentro, e che onestamente, credo tutti gli italiani, siano profondamente intristiti ed amareggiati. La scomparsa di questo ragazzo, è un problema tutto del calcio. Il resto dello sport, non deve essere contaminato da problemi sportivi, o extra-sportivi come la violenza, che sono del mondo del calcio. E' un problema del calcio".

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