Mondiali 2014, Italia rientra tra polemiche e dubbi sul futuro. Balotelli contro tutti

Dal nostro inviato Antonio Martelli

Rio de Janeiro (Brasile), 25 giug. (LaPresse) - Il giorno dopo la disfatta contro l'Uruguay è tempo di fare le valige per gli Azzurri, eliminati dal Mondiale dopo la prima fase esattamente come quattro anni fa in Sud Africa. La comitiva azzurra verso le 14.30 (le 19.30 italiane) lascerà il ritiro del Portobello Resort di Mangaratiba per trasferirsi a Rio de Janeiro, da dove alle 18.40 circa partirà per fare scalo prima a Milano e poi a Roma. L'arrivo è previsto in Italia nella mattinata di domani. Verranno smantellate anche tutte le strutture che hanno fatto da supporto alla squadra e agli addetti ai lavori nel ritiro di Mangaratiba e a Casa Azzurri. Tutto tace, la delusione è ancora tantissima e queste sono le ore delle riflessioni da fare per analizzare i motivi della disfatta e pianificare il futuro. L'unico a parlare è stato Mario Balotelli, l'accusato numero 1 per il naufragio dell'avventura azzurra in Brasile. Lo ha fatto come sempre usando i social network e il suo sfogo è stato molto duro. "Ho dato tutto per la Nazionale, ho la coscienza a posto e sono pronto ad andare avanti più forte di prima", ha scritto Supermario. "Ci tenevo fortemente a questo Mondiale e sono triste arrabbiato deluso con me stesso", ha chiarito Balotelli. "Si magari potevo fare gol con la Costa Rica avete ragione ma poi? Poi qual è il problema? Forse quello che vorreste dire tutti è questo? La colpa - ha continuato l'attaccante del Milan - non la faccio scaricare a me solo questa volta perché Mario Balotelli ha dato tutto per la Nazionale e non ha sbagliato niente (a livello caratteriale) quindi cercate un'altra scusa perché Mario Balotelli ha la coscienza a posto ed è pronto ad andare avanti più forte di prima e con la testa alta".

Quello di Balotelli è uno sfogo che va aldilà dell'aspetto calcistico e tocca temi importanti come il razzismo. "Non ho scelto di essere italiano. L'ho voluto fortemente perché sono nato in Italia e ho sempre vissuto in Italia", ha sottolineato. "Fiero di aver dato tutto per il Suo paese. O forse, come dite voi, non sono italiano", scrive l'attaccante della Nazionale. "Gli africani non scaricherebbero mai un loro 'fratello'. Mai. In questo noi negri, come ci chiamate voi, siamo anni luce avanti. Vergogna non è chi può sbagliare un gol o correre di meno o di più". "Vergognose - ha ribadito Balotelli - sono queste cose. Italiani veri! Vero?". A difenderlo Adriano Galliani, che da Milano ha detto: "Non ho capito perché si critichi solo Balotelli che è l'unico attaccante che ha segnato un gol o a creato occasioni e premesse per fare gol", ha detto. Una cosa però appare evidente, che il rapporto del giocatore con parte del gruppo azzurro non sia stato idilliaco, come dimostrano le dichiarazioni di ieri di Buffon e De Rossi. "Bisognerebbe rispettare un po' di più i 'vecchi' per quello che rappresentano ancora adesso e cominciare a premiare chi i meriti se li guadagna sul campo", ha ricordato il capitano dopo il ko con l'Uruguay. Le parole di Balotelli sono state commentate oggi dal presidente del Coni Giovanni Malagò che ha detto: "Non enfatizziamo, non gettiamo benzina sul fuoco". In precedenza il numero 1 dello sport italiano aveva in parte 'assolto' il giocatore non considerandolo l'unico responsabile della disfatta. "Balotelli non è l'unico che ha perso e sarebbe sbagliato dirlo. Certo, indubbiamente, le prestazioni sono state deludenti", ha sottolineato.

Ma a Malagò spetterà ora anche seguire con attenzione quanto accadrà nella Figc dopo le dimissioni di Giancarlo Abete. La principale federazione sportiva italiana deve trovare una nuova guida, tutti gli indizi portano ad una candidatura forte di Demetrio Albertini. Ex calciatore, apprezzato da tutti, viene visto come una importante figura di collegamento tra il mondo dei club e le istituzioni. Attuale vicepresidente uscente, l'ex centrocampista del Milan dovrà fronteggiare le inevitabili manovre del palazzo come sempre accade in questi frangenti. Un'altra possibile candidatura è quella di Carlo Tavecchio, altro vicepresidente e responsabile della Lega Dilettanti, il settore con il maggior numero di tesserati in assoluto. "Ora si ricomincia dalle ceneri di una sconfitta pesante, con una nuova governance della federazione e un nuovo commissario tecnico", ha detto ancora Malagò. "Importante - ha spiegato il numero uno del Coni - sarà evitare gli errori fatti nel passato. Riprendiamoci con ottimismo. Inutile dire che serve voltare pagine sotto tutti i punti di vista". Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente del Parma Tommaso Ghirardi, che a margine di un'assemblea di Lega, ha dichiarato: "Prendendo atto del gesto elegante del presidente Abete, è il momento giusto per ristrutturare la federazione, mettere regole nuove fra serie A, B e C, di non ascoltare solo i politici ma anche chi fa calcio, e di non avere solo due membri su 50 in consiglio federale".

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