Mondiali 2014, in semifinale è guerra tra mondi: ora l'Europa crede all'impresa

Di Attilio Celeghini

Rio de Janeiro (Brasile), 6 lug. (LaPresse) - Alla faccia della tradizione che la vuole sofferente lontane da casa, l'Europa ha lanciato un chiaro avvertimento alle big sudamericane: che non pensino che il Mondiale brasiliano sia cosa loro. Uscita di scena l'Africa, salutate ed applaudite le intriganti outsider che hanno vivacizzato un'edizione tra le più divertenti di sempre, le semifinali ci presentano l'ennesimo remake della guerra tra i (due) mondi.

Brasile-Germania, Olanda-Argentina: quanto di meglio, oggi, il copione potesse offrire ai palati fini del pallone. Sulla strada del Maracanà ne sopravviveranno due e ci si può sbizzarrire sugli scenari possibili. I due continenti rivali si sfideranno anche in finale? Sarà una faccenda tutta sudamericana, come auspicano i tifosi locali? Oppure - e questo sì sarebbe clamoroso - saranno le europee a ballare l'ultimo samba? In ogni caso, il Vecchio Continente ha battuto un colpo. Due sue rappresentanti arrivate al fondo di un torneo dove il travolgente entusiasmo carioca e le difficili condizioni ambientali dovevano marcare la differenza, sono un eccellente risultato. Per i cultori delle statistiche, ai quarti di Brasile 2014 l'Europa ha schierato quattro squadre, una in più rispetto a Sudafrica 2010. Sorvolando sui freddi numeri, invece, a saltare all'occhio è il sostanziale equilibrio che ha caratterizzato gli incroci tra sudamericane ed europee.

La cartolina-simbolo arriva da Brasilia, dove l'Argentina di un opaco Messi ha battuto, ma senza esondare, gli Enfants Terribles del tignoso Belgio, piegati solo da una prodezza di Higuain. Sulla carta, tutto lascia intendere che a Belo Horizonte e San Paolo il Mondiale dei portieri e dei supplementari ci riserverà gare simmetriche. Anche se - più che i presenti - ad indirizzare il destino potrebbero essere gli assenti: Selecao orfana di Neymar e dello squalificato Thiago Silva, Albiceleste priva del faro Di Maria. Per Germania e Olanda, ça va sans dire, occasioni da non perdere per provare a sfatare il tabù: l'Europa non ha mai vinto un Mondiale in terra sudamericana. Se non ora, quando?

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