Mondiali 2014, Germania campione: lavoro e programmazione, i segreti del 'maestro' Loew

Rio de Janeiro (Brasile), 14 lug. (LaPresse) - La vittoria della Coppa del Mondo per Joachim Loew e la sua 'generazione d'oro' è stato il coronamento di 10 anni di duro lavoro e programmazone. Con un gruppo di talenti ancora molto giovani, il futuro per la Germania neo campione del Mondo appare essere ancora più luminoso. La vittoria per 1-0 contro l'Argentina al Maracana ha regalato ai tedeschi il loro quarto titolo proprio come l'Italia, prima squadra europea a vincere i Mondiali sul suolo americano dal 1930. E' stato il coronamento e il completamento dell'opera che proprio Loew ha iniziato nel 2004, quando divenne assistente di Juergen Klinsmann. Insieme decisero, dopo un periodo di declino del calcio tedesco, che per riportare il titolo in Germania era necessario ringiovanire la squadra, puntanto su un gioco offensivo, su uno stile divertente ma allo stesso tempo redditizio. Dopo la grande delusione del 2006, la sconfitta in semifinale nei Mondiali giocato in casa contro l'Italia e il terzo posto finale, Klinsmann fece un passo indietro e lasciò la guida della squadra al giovane ed emergente Loew. Con il neo tecnico in panchina, la Germania ha raggiunto la finale agli Europei 2008, è arrivata nuovamente terza ai Mondiali del 2010 ed è stato semifinalista a Euro 2012 battuta ancora dagli Azzurri.

Arrivata in Brasile con crescenti dubbi circa la reale possibilità di vincere finalmente un titolo, la Germania di Loew si è rivelata uno schiacciasassi arrivando ad umiliare in casa proprio la Seleçao nella ormai storica semifinale vinta per 7-1. "Era ora", ha detto Loew dopo la finale. "È il prodotto di molti anni di lavoro. E qualcosa che resterà per l'eternità", ha dichiarato ancora il ct tedesco dopo la vittoria contro l'Argentina. Un meticoloso pianificatore che lascia poco al caso, Loew ha preso una serie di decisioni rischiose che però alla fine si sono rivelato vincenti. Il ct ha dato le chiavi del centrocampo a Bastian Schweinsteiger torna in squadra dopo una serie di infortuni e che alla fine è stato uno degli eroi della finale. Loew ha rimescolato la difesa quando necessario e rimesso il suo unico vero attaccante, Miroslav Klose, nella formazione titolare. "L'allenatore ha davvero meritato il titolo", ha detto Schweinsteiger. "È riuscito a rendere felici tutti i giocatori il che è incredibile. Ha davvero avuto tutta la squadra dietro di lui", ha aggiunto il centrocampista del Bayern.

Anche l'attaccante Thomas Mueller, capocannoniere della squadra con cinque gol, ha elogiato a lungo Loew. "Sono felice per l'allenatore, perché negli ultimi anni è sempre arrivato in finale o semifinale" ha detto Mueller. Il centrocampista Toni Kroos ha spiegato che la squadra ha sempre avuto fiducia in Loew e nelle sue decisioni. "Abbiamo saputo dal primo giorno che ha una buona visione e un buon feeling su chi e come giocare" ha detto Kroos. "Sapeva esattamente cosa stava facendo e ha avuto fiducia in noi", ha aggiunto. Mentre la nazionale tedesca si appresta a tornare in patria per festeggiare il titolo mondiale davanti ai suoi tifosi, Loew sta già pianificando il futuro suo e della squadra. Con un contratto in scadenza dopo gli Europei 2018, il tecnico ha detto di voler continuare a guidare la nazionale. "Abbiamo lavorato per anni sul nostro stile. Questo titolo sarà viatico importante per il futuro. Abbiamo giocatori che sono ancora molto giovani e pochi sopra i 30 anni", ha detto Loew. D'altronde basta pensare che il match winner del Maracana, Mario Goetze, è nato nel '92, che il talentino dello Schalke Julian Draxler ha giocato pochissimo e che per infortunio erano assenti altri due giovani interessantissimi cone Marco Reus e Ilkay Gundogan del Borussia Dortmund. I vari Kroos, Mesut Ozil, Andre Schuerrle e Sami Khedira sono tutti giovani, mentre Schweinsteiger e il capitano Philipp Lahm gli unici a cavallo dei 30 anni sono in Nazionale ormai da una decina di anni. Insomma una Germania, da cui l'Italia dovrebbe prendere esempio, rischia di dominare il calcio europeo e mondiale per i prossimi anni cosa che per altro sta già avvenendo anche a livello di club con il Bayern campione d'Europa l'anno scorso e deciso a rifarsi dopo l'elimionazione in semifinale quest'anno contro il Real Madrid.

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