Mondiali 2014, favola Costa Rica: da Cenerentola a strega

Dal nostro inviato Antonio Martelli

Recife (Brasile), 20 giug. (LaPresse) - Dopo l'Uruguay anche l'Italia è caduta contro Costa Rica, due squadre campioni del Mondo (due volte la Celeste, quattro gli Azzurri) battute da una compagine che giocava i Mondiali solo per la terza volta nella sua storia. I Ticos di Jorge Luis Pinto hanno già eguagliato lo storico risultato raggiunto a Italia 90' quando la squadra centroamericana arrivò agli ottavi superando un girone al cui interno c'era anche il Brasile. "Oggi è un momento molto speciale per noi. Sapevamo che oggi avremmo potuto fare la storia per la Costa Rica e siamo stati in grado di farlo", ha detto il commissario tecnico dei 'Ticos'. "Ovviamente, vogliamo andare più lontano in questa competizione", ha aggiunto l'allenatore nella sua analisi al termine della gara. "Dobbiamo mantenere la calma. Siamo qui e vogliamo restarci. Non sarà facile. Un Mondiale non è mai facile". Tutti attendevano Joel Campbell e invece a decidere la partita è stato Bryan Ruiz, talentuoso trequartista del Psv Eindhoven con un passato in Premier League nel Fulham. "Forse non avevamo capito quanto sia importante questa vittoria era dopo la partita, ma ora lo facciamo" ha detto. "Grazie ai tifosi che ci hanno sostenuto tutti insieme e coloro che non hanno sostenuto noi forse credere in noi adesso. "Non riesco a spiegare l'emozione. Abbiamo sofferto, dedico il gol alla mia famiglia e al nostro popolo, è incredibile essere qui, stiamo facendo la storia", sono le prime parole dell'autore del gol che ha permesso alla Costa Rica di battere l'Italia. "Sognavamo tutto questo, molti non credevano in noi, invece ci siamo qualificati", spiega il giocatore. "Abbiamo battuto squadre più forti, questo è un sogno e ci dà ancora più voglia di vincere", ha detto ancora. Ora il sogno continua, con i Ticos già qualificato che pareggiando o vincendo contro l'Inghilterra chiuderebbero addirittura primi nel girone.

Una vittoria che ha fatto letteralmente esplodere i più di 4mila tifosi 'Ticos' che nei giorni scorsi hanno invaso Recife. Ma la festa ancora più grande è esplosa nel paese, nella capitale San Jose migliaia di persone sono scese per le strade sventolando la bandiera blu, bianco e rossa per celebrare la vittoria contro gli Azzurri di Prandelli. Tutta Costa Rica si è letteralmente fermata, con il Governo che ha deciso di concedere un giorno di riposo a tutti i dipendenti pubblici per assistere alla partite e lo stesso è successo con molte scuole che sono rimaste chiuse. Anche il presidente Luis Guillermo Solis è sceso in strada, recandosi dalla palazzo presidenziale alla Fuente de la Hispanidad, luogo tradizionale per le celebrazioni nella capitale. "E' un momento storico", ha detto. I tifosi Ticos sono letteralmente scatenati e ora sognano addirittura in grande. "Saremo campioni del Mondo!", hanno detto. Il successo costaricano al Maracanà per ora viene quotato 50 a uno dai bookmakers. Le strade del centro di San Jose sono letteralmente bloccate da una folla di tifosi in maglia rossa al grido: "Sì, ce l'abbiamo fatta". L'importanza dell'evento storico e del risultato raggiunto dalla squadra di Pinto è stato dimostrato dal modo con cui i giocatori hanno esultato al triplice fischio finale dell'arbitro, crollando a terra stremati dalla fatica e commossi dalla gioia. Quasi un'ora dopo la partita, quando il capitano della squadra Ruiz ha ricevuto il premio di man of the match, si sentivano ancora i tifosi Ticos cantare e festeggiare fuori dall'Arena Pernambuco.

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