Mondiali 2014, Buffon suona la carica: Contro Uruguay con testa fredda e cuore caldo

Dal nostro inviato Antonio Martelli. Natal (Brasile), 22 giug. (LaPresse) - Nei momenti delicati un vero capitano ci mette la faccia e indica alla squadra la strada da seguire. E' quello che ha fatto questa mattina Gigi Buffon in conferenza stampa nella piccola saletta approntata allo stadio Lamas Farache di Natal, dove gli azzurri stanno preparando la sfida decisiva di martedì contro l'Uruguay. In palio il passaggio agli ottavi di finale. "E' come se fosse un sedicesimo di finale nel quale abbiamo due risultati su tre, non è proprio male come situazione", ha esordito Buffon. Al suo quarto Mondiale da protagonista, il quinto in assoluto, il recordman di presenze in Azzurro ha fatto il punto sul momento difficile che vive l'Italia consapevole che proprio in questi frangenti riesce a dare il meglio. "Servono cuore caldo e testa fredda, una certa convinzione e autostima che non deve scemare per una partita andata male", ha detto il capitano della Nazionale. "Più la posta in palio è alta e meglio riusciamo a rispondere. E' la storia che lo dice, ma non ci sono certezze", ha aggiunto. Poi Buffon è tornato sulla partita contro Costa Rica e sul fattore clima che si riproporrà contro la Celeste visto che si giocherà di nuovo alle 13.00 locali. "Non ho mai cercato alibi e non mi sono mai piaciuti. Le condizioni ambientali sono impegnative ma lo sono anche per gli altri aldilà dell'abitudine di certe squadre a giocare a queste temperature", ha detto Buffon. E quindi è partita l'autocritica sulla gara di Recife. "Contro Costa Rica non siamo riusciti neanche a sprazzi a sciorinare quel bel gioco che ci aveva fatto apprezzare in passato. Non siamo i più forti ma non siamo neanche quelli visti contro Costa Rica. Siamo una squadra che in campo ha sempre messo un senso di appartenenza e di amore verso la maglia e questi sono ingredienti che se messi in campo contro l'Uruguay avranno una valenza importante", ha ricordato Buffon.

Tornando alla sconfitta di Recife, Buffon ha aggiunto: "La delusione è non essere riusciti nel secondo tempo a fare una prestazione per ottenere qualcosa di concreto ed importante. Ma di questo è giusto che se ne occupi l'allenatore e che poi apporti le modifiche del caso". Il portiere azzurro ha fatto poi il punto sul recupero fisico: "Sul piano fisico oggi vedremo a che punto siamo, psicologicamente abbiamo subito una bella bordata. E' giusto subire certe critiche, ma in questo momento dobbiamo cercare un recupero veloce ed estraniarci un attimo da quanto accade intorno perché i tempi di recupero sono brevi". E a proposito di critiche, il capitano azzurro ha respinto al mittente anche le prime note negative sull'apertura del ritiro a mogli e fidanzate. "Sono discorsi da ubriachi. Sulla nostra professionalità e su quanto teniamo alla maglia dobbiamo dimostrarlo solo in campo", ha replicato. Mentre sul suo momento e il recupero dall'infortunio, il portiere azzurro ha rassicurato tutti: "E' stata una bella botta psicologica, ma non pensavo di recuperare così in fretta. Questo mi ha messo di buon umore".

E allora i riflettori sono tornati ancora sull'Uruguay. "Un'ottima squadra, veniamo da una brutta sconfitta mentre loro da una vittoria che avrà dato convinzione e morale". Per Buffon "Cavani e Suarez sono una grandissima coppia, ma non lo scopriamo in questo Mondiale, ne hanno dato conferma in Nazionale e nei loro club. Ma è anche normale che se incontri una squadra coma l'Uruguay che ci siano dei valori di livello straordinario". "C'è la giusta preoccupazione, ma ci deve essere dentro di noi la forza e l'orgoglio che ti permette nel giro di pochi giorni di trovare energie per reagire e fornire una prestazione decorosa", ha detto ancora. L'Italia arriverà comunque a questa partita consapevole delle proprie qualità e Buffon ha ammesso di confidare molto in Prandelli. "La bravura di un allenatore è quella, nonostante assenze importanti saper trovare una soluzione che non ci faccia subire contraccolpi tattici e psicologici, ma in questo senso il mister è un maestro", ha aggiunto il portiere azzurro. Da capitano navigato di mille battaglie, Buffon è consapevole che una sconfitta metterebbe gli Azzurri di fronte alle inevitabili critiche e ai processi. "Uscire sarebbe un fallimento e nessuno ha paura di prendersi questo tipo di responsabilità. Se dovessimo passare il turno ci saranno avversari ostici davanti e i problemi saranno appena cominciati. Arrivare ad ottavi o quarti sarebbe già un risultato diverso", ha ammesso Buffon che infine ha ricordato: "Il nostro era un girone della morte e nessuno aveva messo in preventivo di vedere Costa Rica già qualificato alla seconda giornata, quella è la vera sorpresa".

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