Maradona: Non chiamatelo condono, io ho pagato tasse
"Da oltre venticinque anni mi addebitano ingiustamente una cartella di oltre 40 milioni di euro, con circa 35 di interessi"

"È giusto che il Fisco sia umano e trasparente con i cittadini, dopo tanti problemi anche la gente comune deve essere aiutata. E le tasse si devono pagare, ma senza esagerazioni e ulteriori problemi". Parola di Diego Armando Maradona, in una intervista al Corriere della Sera. "Io non devo nulla. Da oltre venticinque anni - ha aggiunto l'ex gloria del Napoli - mi addebitano ingiustamente una cartella di oltre 40 milioni di euro, con circa 35 milioni di interessi e sanzioni, per una ipotizzata violazione fiscale giudicata inesistente anche da tutti i giudici e comunque già tutta pagata dal Calcio Napoli con il condono del 2003, come ha dimostrato il mio avvocato, Angelo Pisani". Per el Pibe de Oro "nessuna legge si può chiamare condono Maradona, sarebbe proprio una barzelletta", anche perché "non devo nulla a nessuno. E molti dovranno pentirsi per quello che mi hanno fatto, perché nonostante sia sempre stato innocente sono stato trattato come il peggiore dei criminali di fronte a tutti: sono l'unico al mondo a cui hanno preso gli orecchini e gli orologi". 
 

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