Maradona: Chiedo giustizia. Dopo Mazzarri io su panchina Napoli

Napoli, 26 feb. (LaPresse) - La battaglia con le tasse, l'amore per Napoli e il Napoli, i ricordi, il sogno panchina. L'attesa conferenza stampa di Maradona, convocata nella Sala Masaniello del capoluogo campano per chiarire la sua posizione con il Fisco italiano, si è trasformata puntualmente nel 'Pibe show'. "Ho di nuovo l'aria di Napoli in tutto il corpo, era tanto tempo che volevo essere qui e vederla di nuovo. Ma c'era qualcuno che non mi lasciava e non lo capisco", ha esordito l'argentino.

"Dicono che la giustizia non esiste. Voglio sperare - ha aggiunto - che per me esista, perché voglio tornare in Italia, venire con mio nipote a vedere Napoli, voglio che veda quello che ha fatto il nonno". "Non ho ammazzato nessuno. Io ho dato il consenso alla gente che firmava i contratti. Ma io non c'ero in quella stanza - ha proseguito Maradona - mi stavo allenando. Per questo non capisco perché la giustizia viene a chiedermi 40 milioni di euro".

Tutti, in questa vicenda - prosegue il 'Pibe de Oro' - che si chiamino Coppola, Ferlaino, Gallo, hanno firmato il mio contratto. Io mi dedicavo solo ad andare in campo la domenica. E l'unico che non poteva entrare a Napoli ero io". "Io andavo solo in campo per far felice i napoletani - si è difeso l'argentino - e perché devo pagare io? Loro possono camminare tranquillamente per Napoli e io non posso, io che davo la vita in ogni partita". Ancora sull'ex presidente del Napoli Ferlaino: "Lui sì che ha 40 milioni di euro...". "Non son stato mai un evasore", ha ribadito Maradona. "Se la devono prendere con quelli che stavano nella stanza in cui venne firmato il contratto", ha detto l'argentino che prosegue: "Chiedo alla giustizia italiana di poter camminare in Italia, perché non ho ammazzato nessuno".

"Sono venuto qui a chiarire il mio problema, non per mangiare a casa di De Laurentiis o del sindaco", così Maradona, a proposito di possibili incontri con il patron della squadra campana o De Magistris. "Da De Laurentiis - ha spiegato l'argentino - non ho mai ricevuto un invito per una partita. Il sindaco ha altri problemi da risolvere, che parlare con Maradona".

"Vorrei parlare con tutti, però non posso forzare nessuno a parlare della mia vicenda", così il 'Pibe' ha risposto a chi gli chiede della sua intenzione di incontrare il presidente della Repubblica Napolitano. "Se vorrà gli spiegherò tutto, non c'è problema, anche se - ha continuato l'argentino - oggi non so chi sia il presidente in Italia. Grillo o Berlusconi? Così come non lo so io, non lo sapete voi...".

"Non sto pensando alla panchina del Napoli, sarebbe come mancare di rispetto a Mazzarri", ha chiarito Maradona. All'attuale tecnico della squadra campana, il 'Pibe' riconosce "che sta facendo ottimo lavoro. Io - ha detto Maradona - sono venuto qua per dire che sono innocente".

In carriera "mi sarebbe piaciuto giocare dietro Cavani, per dargli palle gol come facevo con Careca. Hamsik? E' un giocatore fantastico, che deve chiudere tutte le giocate che fa in gol. Sicuramente lo chiede il Barcellona il prossimo anno", ha risposto a chi gli chi chiede un parere sui 'gioielli' della squadra campana. "Vedo un Napoli ben messo in campo, forse deve essere più attento, più aggressivo", ha porseguito l'argentino in conferenza stampa. "Ha giocatori più adatti all'attacco che a difendersi".

"So che Roma ed Inter vogliono prendere Mazzarri. Magari...". Così Maradona a proposito della possibilità di sedere un giorno sulla panchina degli azzurri. "A me, come a tanti allenatori, piacerebbe stare sulla panchina del Napoli. Ma dobbiamo rispettare Mazzarri, che ha fatto un grandissimo lavoro". "Quando Mazzarri andrà via...", ha proseguito l'argentino che poi, senza parlare, ha alzato la mano come ad indicare 'io'".

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