Lotito: Contestazione? Vogliono spingermi a vendere Lazio, ma io non mollo

Roma, 23 feb. (LaPresse) - "C'è una regia chiara che sta cercando di spingermi a vendere la società, ma tutti questi che contestano devono farsene una ragione perché io la società non la vendo, anzi la lascerò a mio figlio. Le critiche sono bene accette, ma in questa contestazione c'entra poco lo sport". Così il presidente della Lazio Claudio Lotito ai microfoni di 'Serie A Live' su Premium Calcio è intervenuto in merito alla contestazione a lui riservata questa sera prima della gara poi vinta dai biancocelesti con il Sassuolo. "Con i debiti che aveva la Lazio non si sarebbe nemmeno potuta iscrivere quando l'ho presa io: abbiamo vinto delle competizioni, siamo stabilmente nelle coppe europee, abbiamo i conti a posto al contrario di altri club. Cosa si può imputarmi? Io faccio il presidente-tifoso, non il tifoso-presidente - ha sottolineato il numero uno della Lazio - Poi non sono infallibile, ma solo chi non lavora non fa errori: io se li compio lo faccio sempre in buona fede e per il bene della Lazio".

Nonostante le critiche Lotito non è intenzionato a cedere. "Il mio motto è lo stesso di questa società: non mollare mai. La cosa che apprezzo invece è che le istituzioni mi sono state e mi stanno vicine, come stasera ha fatto Beretta (presidente della Lega Serie A, ndr) - ha rivelato il presidente della Lazio - È ora di finirla di strumentalizzare il calcio per situazioni di natura diversa: la gente dovrebbe condannarli questi episodi. Cosa contestano? Ho salvato questa squadra dal fallimento, ho fatto dei miracoli", ha concluso.

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