L'INTERVISTA Scherma, Di Francisca: Dopo Rio deciderò mio futuro. Politica? No grazie

di Andrea Capello

Roma, 21 nov. (LaPresse) - Dal trionfo a cinque cerchi di Londra 2012 a quello sulla pista del fortunato programma Tv 'Ballando con le Stelle'. Elisa Di Francisca ha la vittoria nel sangue. La fiorettista jesina si racconta in esclusiva a LaPresse dall'attività sportiva al futuro una volta terminata la carriera agonistica con la simpatia e la schiettezza che la contraddistinguono e ne hanno fatto una beniamina degli italiani.

Sta seguendo questa edizione di 'Ballando con le stelle' dove è in gara il suo collega Valerio Aspromonte?

"Certamente sì, ho visto tutto. Lui è molto bravo ed ha una grande capacità di imparare i passi. Gli ho detto di divertirsi e di essere meno teso. Tanto quando si arriva in puntata o la va o la spacca. Un sabato sono stata anche a trovarli e non pensavo che mi sarebbero mancati così tanto il ballo e le persone che lavorano al programma. E' davvero una famiglia. Gli schermidori ottimi ballerini? Direi che la moda l'ho lanciata io. Quelli che si erano cimentati prima di me non erano stati bravissimi... (ride, ndr)".

Ha mai pensato ad un futuro nello spettacolo al termine della carriera oppure in altri campi come la poltica seguendo le orme di Valentina Vezzali?

"Quando faccio queste cose cerco sempre di farle con moderazione ma mi diverto e non mi imbarazza quindi perché no? Per quanto riguarda la politica invece non se ne parla proprio. Non sono una persona in grado di trattenersi e lì farei un gran casino".

Come si sta preparando per la tappa italiana della coppa del mondo di fioretto in programma a fine mese a Torino?

"E' l'unica tappa italiana, un appuntamento molto importante specie per me che sento molto l'appartenenza a questa nazione. A Torino la scherma è molto seguita, la gente viene a vedere le gare ed il calore si avverte. Non c'è cosa più bella di gareggiare sentendo la tifoseria che ti incita".

Pensa mai alla finale di Londra 2012 dove si laureò campionessa olimpica?

"Quando lo faccio mi viene in mente il podio (composto interamente da atlete italiane con Arianna Errigo e Valentina Vezzali, ndr) ed il momento in cui cantavamo l'inno ed insieme a noi i tantissimi italiani presenti al palazzetto. Poi mi ricordo il buio e l'occhio di bue puntato sul centro della pedana. Un'atmosfera da brividi".

E' già proiettata verso Rio 2016 dove dovrà difendere il titolo? Ha già deciso cosa fare dopo quell'appuntamento.

"Prima di arrivare alla prossima edizione dei Giochi c'è ancora tanta strada da fare. Anche per quanto riguarda il futuro post olimpico non ho ancora preso una decisione. Se faccio programmi puntualmente cambio idea nel giro di un'ora quindi nessun programma. Dico solo che voglio continuare a divertirmi. Quando non ci sarà più il divertimento smetterò".

Avete metabolizzato il fatto che alle Olimpiadi il vostro 'Dream Team' non potrà difendere il titolo per l'assenza della competizione a squadre?

"Lo abbiamo fatto al punto che le ultime gare a squadra di coppa del mondo non le abbiamo vinte anche se siamo una spanna sopra le altre (ride, ndr). Evidentemente a livello inconscio diamo tanto nell'individuale mentre nella competizione a squadre è come se scendessimo in pedana un po' scariche mentalmente".

Come vede il futuro del fioretto femminile italiano quando terminerà la vostra generazione di fuoriclasse?

"Sotto di noi ci sono tante atlete forti. Io le vedo quando vengono agli allenamenti. Sono molto agguerrite. Da una parte mi fanno tenerezza perche mi fanno venire in mente me piccolina e vorrei dargli dei consigli. Dall'altra le vedo attaccate come dei cani che non hanno nessuna intenzione di mollare l'osso. In chiave olimpica bisognerà guardarsi le spalle anche da alcune di loro".

Concorda con la decisione del Coni di tagliare i contributi al calcio per distribuirli agli altri sport secondo i nuovi parametri?

"Premetto che non è mia intenzione fare polemica con il mondo del calcio. Non è assolutamente colpa dei calciatori ma attorno al mondo del pallone ci sono a volte delle 'teste di cavolo' che rovinano tutto (i tifosi violenti, ndr). In ogni caso mi sembra giusto dare un incentivo a chi un premio non lo ha mai avuto e fa tanti sacrifici. Togliere un po' ai ricchi per sfamare i poveri. Come Robin Hood".

L'Italia è pronta a lanciare la candidatura di Roma per l'Olimpiade del 2024. Concorda con questa scelta?

"La vedo come una cosa bella, positiva. Roma è una città bellissima ed a livello sportivo siamo forti e ce lo meritiamo. Noi facciamo sempre gare in giro per il mondo. In altre nazioni come in Russia piuttosto che in Cina avranno anche i soldi per organizzarle ma non hanno quello che abbiamo noi. Facciamo vedere che l'Italia è anche altro".

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