L'INTERVISTA Scherma, Aspromonte: Dalla pedana a 'Ballando' con il sogno Rio 2016

di Andrea Capello

Roma, 17 nov. (LaPresse) - Dalle pedane di tutto il mondo a 'Ballando con le stelle'. Lo schermidore azzurro Valerio Aspromonte, uno dei personaggi di punta del fortunato programma di Rai 1, si racconta in esclusiva a a LAPRESSE spaziando a 360 gradi dallo spettacolo allo sport.

Come sta andando la sua avventura a 'Ballando con le stelle'?

"E' un'esperienza molto divertente ed allo stesso tempo faticosa. Conciliare gli allenamenti di scherma con quelli di ballo è molto impegnativo però ci sto riuscendo e sono in ottime condizioni fisiche. L'obiettivo principale che mi ero posto in questa avventura era quello di divertirmi ma ora che sono in semifinale, ovviamente, voglio vincere perché mi sto impegnando davvero tanto. L'ambiente è molto bello, sono tutte persone alla mano. Gli avversari più tosti sono i miei amici Andrew Howe e Giusy Versace, due sportivi come me".

Nell'edizione 2013 di 'Ballando' vinse la sua collega Elisa Di Francisca ed ora lei è uno dei favoriti. C'è un'affinità particolare fra scherma e ballo?

"Indubbiamente fra il nostro sport ed il ballo ci sono delle similitudini. Il fatto che altri colleghi abbiano partecipato al programma prima di me mi ha dato sicuramente una spinta in più. Prima di prendere parte alla trasmissione ho parlato con loro e mi hanno dato dei consigli preziosi".

Come mai così tanti sportivi prendono parte ai Reality Show e spesso vengono molto apprezzati?

"Abbiamo l'ìmmagine pulita di persone perbene che hanno obiettivi chiari e cercano di raggiungerli grazie all'impegno ed alla forza di volontà. Penso che possiamo essere un punto di riferimento per i giovani e per la gente che ci guarda da casa davanti alla Tv. Ultimamente mi capita di essere fermato per strada da persone che mi fanno i complimenti e questo ovviamente mi fa un grande piacere. Sinceramente non ho mai pensato ad un futuro post carriera sportiva nello spettacolo ma mai dire mai. La Tv mi affascina e mi diverte".

Passando al lato sportivo quali sono i suoi obiettivi stagionali?

Pensa già alle Olimpiadi di Rio 2016? "L'obiettivo primario è quello di riprendermi il posto in squadra il prima possibile. A fine novembre sarò a Torino per la tappa della Coppa del Mondo di fioretto poi dopo la fine di 'Ballando' (la finale è in programma il 6 dicembre, ndr) tornerò a tempo pieno a dedicarmi alla scherma perché quest'anno ci sono europei e mondiali. A Rio 2016 ci penso spesso ma nel nostro sport non si possono fare pianificazioni a lungo termine. Bisogna pensare gara per gara a partire dalla qualificazione".

Qual è il segreto della scherma italiana sempre vincente con il passare degli anni e delle generazioni?

"Noi italiani siamo persone molto estrose inoltre abbiamo una grande tradizione. I nostri tecnici sono tutti iper qualificati ed hanno grande esperienza che riescono a tradurre agli atleti tanto è vero che all'estero sono richiestissimi. Li cercano per provare ad avvicinare il nostro livello".

Il Coni ha deciso di tagliare i contributi al calcio aumentando invece quelli agli sport olimpici. Concorda con questa scelta?

"Approvo totalmente la decisione presa dal presidente Malagò. Una persona in gamba che viene dal mondo dello sport e da quello del commercio. Lui sa perfettamente come investire i soldi del Comitato Olimpico per fare in modo che lo sport italiano possa andare bene. Al calcio arriva tanto denaro dai privati mentre gli altri sport hanno difficoltà economiche ed è giusto che debbano avere qualcosa in più perché sono quelli che portano le medaglie olimpiche e danno un'immagine positiva del nostro movimento sportivo nel mondo. Il calcio invece, purtroppo, spesso non dà una buona immagine quindi se c'è qualcuno che deve pagare è giusto che siano loro".

Ha conosciuto la scherma a scuola. Quanto è importante il connubio fra mondo scolastico e sport?

"Se non avessi conosciuto la scherma a scuola sicuramente non l'avrei mai praticata. E' fondamentale che i ragazzi imparino da piccoli a fare attività sportiva perché puo dare loro insegnamenti importanti e tenerli lontani dalla strada. A riguardo credo che il Comitato Olimpico abbia preso la strada gusta e ci sono anche altre iniziative da parte di privati come il progetto 'Kinder + Sport' che meritano di essere cavalcate".

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