Juve, le pagelle dei campioni: Pirlo e Vidal, centrocampo da 10 e lode

Torino, 5 mag. (LaPresse) - Le pagelle della Juventus campione d'Italia 2012/2013.

PORTIERI.

Gianluigi Buffon (32 presenze): Gli anni sembrano non passare mai, a parte qualche acciacco che lo costringe a saltare tre partite, è la solita certezza. Coperto da una difesa saracinesca, sono rare le occasioni in cui è chiamato ad essere protagonista ma quando c'è dimostra ancora una classe da numero 1. voto 8.

Marco Storari (3 presenze): Tre sole presenze in cui non fa rimpiangere Buffon. Sarebbe titolare in buona parte delle squadre del campionato, ma accetta con serenità il suo ruolo di ottimo guardaspalle. Voto 6,5.

Branescu e Rubinho sv.

DIFENSORI.

Andrea Barzagli (33 presenze): Il giocatore con il maggior numero di presenze. Una continuità di rendimento impressionante, è uno dei cardini della difesa e di tutta la squadra. Manca solo il gol. Voto 8,5.

Leonardo Bonucci (31 presenze): L'anno della consacrazione. Dopo una stagione, quella scorsa, con tanti alti e bassi, il 2013 vede il centrale bianconero imporsi come difensore spietato e leader in campo. E' il regista aggiunto della squadra. Voto 8,5.

Giorgio Chiellini (21 presenze, 1 gol): Condizionato dagli infortuni, gioca solo 21 partite ma con lui in campo o fuori la differenza si vede. Nel momento decisivo della stagione segna a Napoli un gol che vale un pezzo di scudetto. Voto 8.

Federico Peluso (11 presenze): Arrivato a gennaio dall'Atalanta, l' inizio è da incubo contro la Samp. Con il passare delle partite prende sempre più confidenza, diventando un jolly prezioso per Conte sia come esterno di sinistra che come centrale al posto di Chiellini. Voto 7.

Martín Caceres (15 presenze, 1 gol): Rincalzo prezioso, sia come difensore che come esterno. Nel momento cruciale della stagione prima un infortunio e poi un incidente d'auto lo costringono ai box. Voto 6,5.

Paolo De Ceglie (12 presenze): Doveva essere l'anno della definitiva esplosione e invece il terzino aostano è una delle poche note stonate. Perde subito il posto da titolare sulla fascia a scapito di Asamoah, poi Conte gli preferisce anche Peluso e per De Ceglie c'è sempre meno spazio. Voto 6.

Luca Marrone (8 presenze): Un'altra scoperta di Conte. Riadattato a difensore centrale, è il sostituto naturale di Bonucci. Quando viene chiamato in causa si fa sempre trovare pronto, dimostrando personalità e ottime qualità tecniche. Voto 7,5.

Lúcio sv.

CENTROCAMPISTI.

Stephan Lichtsteiner (27 presenze, 4 gol): Il pendolino svizzero è un'altra delle certezze di Conte. Instancabile nel suo correre su e giù lungo la fascia destra, micidiale negli inserimenti in area avversaria. Con 4 gol segnati ha già fatto meglio dello scorso anno quando mancano ancora tre partite alla conclusione. Voto 8.

Paul Pogba (27 presenze, 5 gol): La grande rivelazione della stagione. Arrivato per pochi euro, soffiato al Manchester Utd da Marotta e Paratici, in pochi mesi si è imposto per la sua personalità, oltre che per le doti fisiche e tecniche eccezionali. A soli 19 anni gioca 27 partite e segna 5 gol in Serie A, come lui soltanto un certo Del Piero. Per i prossimi dieci anni il centrocampo bianconero sarà in buone mani, anzi piedi. Voto 9.

Claudio Marchisio (28 presenze, 6 gol): Il Principino gioca una prima parte di stagione fenomenale per rendimento, personalità e gol. Poi un infortunio al ginocchio lo limita e nella seconda parte di stagione va man mano spegnendosi anche per la stanchezza dovuta ai tanti impegni. Meno efficace in zona gol rispetto allo scorso anno. Resta comunque un punto fermo dello scacchiere tattico di Conte. Voto 8,5.

Andrea Pirlo (30 presenze, 5 gol): Dopo un 2012 sensazionale, il 'Maestro', come lo chiamano gli inglesi, si conferma a livelli altissimi tenendo conto del doppio impegno campionato-Champions League e senza tralasciare la Nazionale. Regia lucida, tecnica sopraffina, con lui in campo è tutta un'altra musica. Con 5 gol fa meglio dello scorso anno, imprescindibile. Voto 10.

Kwadwo Asamoah (27 presenze, 2 gol): Alla sua prima stagione con la Juventus fa subito centro con lo scudetto. Arrivato per fare il centrocampista, fin da subito Conte lo sposta sulla fascia sinistra e da lì non si schioda. Prima parte di stagione aldilà di ogni più rosea previsione, poi la parentesi in Coppa d'Africa lo svuota di energie fisiche e nervose. Nella seconda parte di campionato fatica a ritrovare la condizione. Voto 7,5.

Arturo Vidal (29 presenze, 10 gol): Come nel caso di Pirlo, riesce nell'impresa di giocare una stagione migliore di quella precedente che era già stata eccezionale. Con 10 gol quando mancano 3 partite dalla fine è il miglior marcatore della squadra. Corteggiato dai più grandi club europei, è un autentico valore aggiunto per qualità e intensità. Voto 10.

Emanuele Giaccherini (14 presenze, 2 gol): Giaccherinho si conferma elemento prezioso, per dedizione alla causa e capacità di farsi trovare pronto nei momenti che contano. Impiegato meno rispetto allo scorso anno, riesce comunque a ritagliarsi uno spazio importante e a segnare un gol pesantissimo contro il Catania. Voto 7,5.

Simone Padoin (18 presenze): Altro soldatino prezioso su cui Conte può contare a occhi chiusi. Quando viene chiamato in causa quasi mai tradisce. Voto 6,5.

Mauricio Isla (8 presenze): Reduce da un gravissimo infortunio al ginocchio lo scorso anno, il vero Isla non si è ancora visto. Dovesse tornare quello dell'Udinese, l'anno prossimo Conte avrebbe un elemento di classe in più su cui poter contare. Voto 5,5.

Simone Pepe (1 presenza): Stagione sfortunata, costellata dagli infortuni. Una sola presenza, ingiudicabile. S.V.

ATTACCANTI.

Mirko Vucinic (30 presenze, 9 gol): Croce e delizia di Conte e dei tifosi bianconeri. Quando è in giornata è decisivo, quando non lo è diventa irritante e a tratti deleterio. Il bello e il brutto di Vucinic è che tutto questo accade quasi sempre nel corso di una sola partita. Con 9 gol è comunque il secondo miglior marcatore della squadra e da qui alla fine del campionato può migliorare il record dello scorso anno. Con una spalla all'altezza, potrebbe diventare ancora più efficace. Voto 9,5.

Sebastian Giovinco (29 presente, 7 gol): Tornato alla Juve dopo la bella esperienza a Parma con tanta pressione addosso per i soldi spesi per riscattarlo, diventa subito un elemento su cui Conte fa grande affidamento. E' quasi sempre lui a far coppia in attacco con Vucinic, segna 7 gol ma di questi praticamente nessuno è decisivo ai fini del risultato. Ci si attendeva qualcosa di più, l'anno prossimo non può fallire. Voto 8.

Alessandro Matri (20 presenze, 7 gol): Stagione in chiaroscuro per il bomber di Sant'Angelo Lodigiano, anche lui deve adeguarsi al turnover offensivo di Conte e come gli altri attaccanti bianconeri quando viene impiegato non fa mi mancare il suo apporto. Segna meno rispetto all'anno scorso in termini assoluti, ma con una media superiore. Gol importanti contro Roma, Fiorentina e Inter. Voto 8,5.

Fabio Quagliarella (24 presenze, 8 gol): L'uomo dei gol impossibili. Sempre in discussione, ma puntuale come pochi a timbrare il cartellino. Rispetto allo scorso anno raddoppia il numero delle reti, quando gioca ci mette sempre l'anima. Non è facile farsi trovare pronto anche dopo periodi lunghi senza vedere il campo. Voto 8,5.

Nicklas Bendtner (8 presenze): Arrivato a fine mercato come ripiego per gli obiettivi falliti, il danese fatica ad inserirsi e lascia poche tracce. Poi si fa male e di fatto sparisce dalla circolazione. Tornerà all'Arsenal senza rimpianti. Voto 5.

Nicolas Anelka (1 presenza): Doveva essere l'uomo di esperienza per lanciare l'assalto alla Champions, l'anno e mezzo trascorso in Cina ne hanno però fatto ormai un giocatore pronto per la pensione. Non lascia traccia. Voto 5.

Stefano Beltrame (1 presenza): Gioca uno spezzone contro il Genoa, sfiora il gol e mostra qualità e personalità di tutto rispetto. Il futuro è suo. Voto 6.

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