Jovetic: Buon rapporto con Mancini, credo allo scudetto

Milano, 24 dic. (LaPresse) - "Già quando lui allenava il City mi voleva ma poi il trasferimento saltò. Adesso il destino ci ha fatti ritrovare qui all'Inter e stiamo bene, con lui ho un buon rapporto". Parola di Stevan Jovetic, che in un'intervista rilasciata a 'Premium Sport' ha parlato anche del rapporto con Roberto Mancini, archiviando il presunto diverbio avvenuto negli spogliatoi al termine della gara persa dall'Inter con la Lazio. "Il suo lavoro non è stato semplice perché sono arrivati tanti nuovi giocatori ma stiamo facendo bene. A noi attaccanti chiede di aiutare moltissimo in fase difensiva - ha proseguito l'attaccante nerazzurro - Il trasferimento? Ho ricevuto una chiamata da Ausilio e poi da Mancini che mi hanno presentato il progetto. L'Inter è una squadra importante che ha vinto tanto e sapevo che poteva essere l'ideale per me, anche dopo i due anni al City dove ho giocato poco".

Nonostante l'ultima sconfitta in campionato, l'Inter passerà il Natale in vetta alla classifica. "Sinceramente non me l'aspettavo perché siamo in tanti nuovi e di solito ci vuole del tempo. Noi però ci siamo integrati subito bene, siamo lì in alto e vogliamo continuare a fare bene. Non ho paura di pronunciare la parola Scudetto - ha ammesso il giocatore montenegrino - Io ci credo, se no me ne stavo a casa. Siamo un'ottimo gruppo, siamo cinque squadre che lotteranno fino alla fine. La favorita secondo me è la Juventus che sta tornando in forma. Poi ci sono Roma e Napoli e anche la Fiorentina". Proprio i bianconeri sono una delle squadre che lo ha cercato in estate. "La verità è che la Juve mi voleva e ha parlato più volte con il mio procuratore, ma l'Inter era più interessata - ha sottolineato Jovetic - Chiarisco una cosa: quando ero alla Fiorentina è stato scritto 'Ciao Firenze vado alla Juve'. Volevo smentire tutto, ho passato 5 anni splendidi a Firenze, non avrei mai potuto dire una frase del genere".

L'attaccante dell'Inter ha ricordato poi gli anni passati in Toscana. "A Firenze sono stato benissimo. Insieme alla mia città natale Podgorica, è la città che mi è entrata nel cuore. Mi hanno accolto benissimo, adesso purtroppo dovrò giocarci contro ma sono un professionista - ha rivelato - Con la Fiorentina ho segnato il mio gol più bello in Italia, proprio contro l'Inter, una rete che Handanovic si ricorda bene. E anche il più importante, quello allo Sporting Lisbona per andare in Champions". A Milano Jovetic ha ritrovato Adem Ljajic. "Dopo Firenze speravo di rigiocarci insieme, siamo amici da tanti anni. Quando ero in prima squadra al Partizan e lui nelle giovanili vidi subito che era fortissimo - ha sottolineato - Quando sono arrivato all'Inter e mi hanno chiesto di lui ho solo detto quello che pensavo. Speriamo di segnare tanto e vincere insieme".

Sull'anima slava dell'Inter, l'attaccante montenegrino ha evidenziato che "ci troviamo bene, siamo amici anche fuori dal campo ma è tutto il gruppo a essere unito, siamo tutti dei bravi ragazzi - ha sottolineato l'ex giocatore del Manchester City - Senza il gruppo non fai i risultati anche se hai i migliori singoli. Brozovic fenomeno social? Non parla tanto neanche con noi, è un bravissimo ragazzo, è un personaggio". Jovetic si è soffermato anche sull'intesa, spesso criticata, con Mauro Icardi. "Sinceramente non sono infastidito, siamo primi e stiamo facendo bene. Ovviamente sarei più contento se avessi fatto 10 gol però purtroppo è andata così - ha evidenziato - Io e Icardi faremo tanti gol, la gente dice che siamo incompatibili ma non è così, con lui ho un ottimo rapporto sia dentro che fuori dal campo. Miglioreremo tanto, anche perché insieme non abbiamo fatto molte partite, sei o sette". A proposito di Thohir, l'attaccante nerazzurro ha sottolineato che "le sue parole di stima fanno sempre piacere. Il Presidente ci manda sempre messaggi, ci fa sentire la sua vicinanza. Noi dobbiamo cercare di ringraziarlo con delle vittorie". In chiusura, una battuta sull'operazione al ginocchio pagata a Raicevic, giocatore montenegrino del Buducnost Podgorica. "Ero in Nazionale e ho sentito questa storia. Stava male da tre mesi, poteva essere a metà del recupero invece non poteva fare niente. L'ho chiamato, ci siamo sentiti e poi ha fatto la visita e l'operazione in Germania - ha concluso Jovetic - Sono contento se posso aiutare i ragazzi".

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