Inzaghi: Sognavo di allenare Milan, dobbiamo ricreare il Dna rossonero

Milano, 10 lug. (LaPresse) - "Ringrazio Galliani, Barbara Berlusconi e il presidente Berlusconi per avermi dato un'opportunità fantastica. Quando ho smesso due anni fa speravo di allenare il Milan, ho ricevuto tutto e dato tantissimo a questa società". Sono le prime parole di Filippo Inzaghi nella prima conferenza stampa da allenatore della squadra rossonera. "Darò tutto me stesso e mi auguro che i risultati siano all'altezza", garantisce l'ex attaccante. "La cosa più importante - sottolinea - è ricreare un gruppo vero, fatto di regole e principi, di rispetto per i tifosi". "Quando sono arrivato oggi col pullman - prosegue Inzaghi - mi sono venuti i brividi vedendo l'entusiasmo dei tifosi. Dobbiamo portare il Milan ai livelli che merita, questo è il mio obiettivo in questo momento".

BALOTELLI - "Ho sentito Mario dopo l'eliminazione dell'Italia, gli ho detto che le critiche devono solo fortificarlo. Nella mia carriera ho passato momento difficili, anche critiche ingiuste, ma servono a crescere", ha aggiunto il neo tecnico rossonero. "Mario è patrimonio del calcio e del Milan, va valorizzato, può fare la differenza per noi. Ha chiesto anche un preparatore atletico in vacanza, io cercherò di farlo rendere al massimo", ha aggiunto facendo una promessa ai tifosi: "Credo in questa squadra, credo che possa tornare quella che è stata. Sono tranquillo, ho anche degli ex compagni, che potranno essere solo un vantaggio e non un problema. Chiedo rispetto del mio ruolo, rispetto per il fatto che sono allenatore, rispetto per la nostra maglia. Voglio che si dia tutto in campo e riportare i tifosi a San Siro. A loro dico solo che questa squadra lotterà perché chi non lotta non può giocare in questo Milan".

"RIPORTEREMO TIFOSI ALLO STADIO" -
"Credo in questa squadra, credo che possa tornare quella che è stata. Sono tranquillo, ho anche degli ex compagni, che potranno essere solo un vantaggio e non un problema. "Chiedo rispetto del mio ruolo, rispetto per il fatto che sono allenatore, rispetto per la nostra maglia. Voglio che si dia tutto in campo", continua l'ex attaccante. "Voglio riportare i tifosi a San Siro. A loro dico solo che questa squadra lotterà perché chi non lotta non può giocare in questo Milan".

"RICREARE DNA ROSSONERO" - "La cosa più importante è ricreare il Dna del Milan, ricreare il gruppo, il sorriso, i valori. Dobbiamo ricreare lo spirito giusto. Bisogna avere un gruppo vero con uomini veri e un allenatore vero per tornare a vincere. Cercherò di essere leale, un allenatore deve saper dire in faccia anche verità difficili", ha promesso l'ex attaccante. "Siamo arrivati ottavi e sappiamo che qualcosa da fare c'è, ma sono tranquillo. La proprietà è come me, vuole tornare a vincere". Ai giocatori, ha proseguito Inzaghi, "ho chiesto un Milan propositivo. Voglio che ritorni questo spirito e spero che la gente abbia anche un po' di pazienza. Ci tengo anche a fare un buon calcio, un calcio offensivo, siamo il Milan e dobbiamo cercare sempre di dominare la gara".

CONTESTAZIONE - In quanto al malumore che parte dei tifosi continua ad esprimere, il neo allenatore ha commentato: "E' giusto che i tifosi sono arrabbiati per l'ottavo posto e per il fatto che quest'anno non sentiremo la musichetta dell Champions. Mi auguro - ha proseguito - che ci sia grande voglia di rivalsa e di fare bene. Il mio motto è sempre stato onorare la maglia, io quando perdevo mi autopunivo perchè mi dispiaceva vedere dispiaciuti i tifosi del Milan. Perdonerò sempre un errore tecnico, ma non perdonerò mai un comportamento sbagliato".


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