Internazionali d'Italia, Nadal trionfa a Roma. Federer ko in due set

di Andrea Capello

Roma, 19 mag. (LaPresse) - Rafa Nadal sette volte Re di Roma. Al termine di una finale tanto attesa quanto piuttosto deludente perché assolutamente dominata contro la pallida copia di Roger Federer, annichilito 6-1, 6-3 in 1 ora e 9 di gioco, il mancino di Manacor alza per la settima volta al cielo il trofeo del Foro Italico. Una vera e propria epopea quella dell'iberico mentre Federer, alla terza finale romana con altrettanti ko, mastica amaro. Ora Nadal conduce per 20 vittorie a 10 negli scontri diretti con l'elvetico e sulla terra il bilancio è ancora peggiore (13-3). Come se non bastasse, grazie a questo trionfo lo spagnolo sale anche al quarto posto del ranking Atp superando il connazionale David Ferrer. Numeri che sanno di dominio quelli di Rafa, che dal suo rientro alle competizioni dopo i noti problemi al ginocchio ha collezionato con quella odierna otto finali consecutive con sei vittorie. In campo non c'è stata gara. Un dato su tutti rende l'idea di quanto lo spagnolo abbia disposto in lungo ed in largo di Federer. Dal punteggio di 1-1 e 30-30 fino al termine del primo set (6-1 in 24 minuti di gioco) lo svizzero ha conquistato la pochezza di tre punti ed anche nel secondo la musica non è cambiata di molto con Nadal assoluto dominatore fino al 6-3 finale con un unico passaggio a vuoto nel settimo game.

A fine gara Federer ha reso merito all'avversario: "Non è andata nella maniera in cui speravo. Ho sbagliato troppi dritti in maniera gratuita ed anche nei punti cruciali e quando mi si sono presentate delle opportunità lui ha giocato meglio - ha detto lo svizzero, ancora alla ricerca del primo titolo in stagione - Per me in generale è stata una buona settimana ma semplicemente lui oggi è stato troppo bravo". Ovviamente di tutt'altro umore Nadal: "Se 4-5 mesi fa mi avessi detto che sarei arrivato ad ottenere questi risultati ti avrei detto: sei pazzo - ha spiegato rispondendo ad una domanda diretta sulla sua incredibile serie di risultati - Ho vinto più di quello che mi sarei sognato. Posso solo dire grazie al mio team ed a chi mi ha supportato in un momento difficile". Sul match invece l'iberico ha sportivamente ammesso che: "Quando succedono questo cose fra giocatori di livello simile vuol dire che nella giornata in questione uno sta giocando molto bene e l'altro non così bene come solitamente fa". Parole di circostanza a parte Nadal si presenterà la prossima settimana al Roland Garros come l'uomo da battere e vero spauracchio per tutti gli altri componenti del circus.

In campo femminile, invece, a trionfare è stata la numero uno del mondo Serena Williams che ha demolito la malcapitata bielorussa Victoria Azarenka 6-1, 6-3 in 1 ora e 33 minuti. Per la 31enne californiana si è trattato del secondo titolo al Foro Italico dopo quello vinto nel 2002 contro la belga Justine Henin (7-6, 6-4). Nel corso del torneo Serena, che succede a Maria Sharapova vincitrice delle ultime due edizioni, non ha mai perso un set e solamente 14 game complessivi. Per la minore delle sorelle Williams si tratta del 24esimo match vinto consecutivamente. Anche in questo caso, come in quello di Nadal, si tratta di numeri da capogiro per Serena che, ebbra di gioia, ha voluto salutare il pubblico a fine gara in italiano dimostrando tutto il suo amore per l'Italia la pasta ed il gelato, rigorosamente al pistacchio.

La dichiarazione d'amore della Williams è stata però l'unica nota positiva in chiave azzurra di questa giornata finale degli Internazionali. Nel match che ha aperto il programma infatti Sara Errani e Roberta Vinci non sono riuscite a mantenere il titolo di doppio femminile. A spezzare il loro sogno il duo composto dalla cinese Peng e dalla taiwanese Hsieh che si sono imposte in rimonta 4-6, 6-3, 10-8. "Perdere così fa rosicare ma meglio qui che a Parigi", ha detto a fine gara la Errani. Una dichiarazione pragmatica ma comprensibile visto che le numero uno del mondo anche al Roland Garros saranno chiamate a difendere lo scettro e dmostrare che quello passato non è stato solo un anno magico.

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