Inter, Thohir: Pensiamo in grande, ma mancata Champions o Europa non sarebbe problema

Milano, 26 gen. (LaPresse) - "No Champions League, no problem per l'Inter. E anche la mancata qualificazione in Europa League non rappresenterebbe un problema". Così Erick Thohir, presidente del club nerazzurro, tracciando un quadro delle prossime strategie ed analizzando il delicato momento della squadra allenata da Roberto Mancini. "Ricordiamoci che l'Inter è tuttora il decimo brand più forte al mondo, e i nostri ricavi viaggiano allo stesso ritmo", sottolinea il magnate indonesiano in un'intervista concessa a Goal.com. "I nostri ricavi in caso di mancata partecipazione alla Champions League - assicura - resterebbero intorno ai 180/200 milioni di euro, in caso di qualificazione alla Champions aumenterebbero di circa 20/30 milioni". "Ovviamente, essendo noi uno dei dieci brand più importanti del calcio globale, con una tifoseria ben consolidata, dobbiamo pensare in grande", aggiunge Thohir. "Finire noni o decimi non è da Inter, gli obiettivi devono essere Europa League o Champions League". Sulla situazione economica del club, il presidente chiarisce: "Stiamo seguendo le regole del Fair Play finanziario, vale a dire spendere in base a quanto ricaviamo. Non ci sono scorciatoie per costruire una squadra forte, è necessario avere un progetto a lungo termine. Quando ingaggiamo i giocatori, ci chiediamo innanzitutto se possono essere funzionali alle esigenze della squadra". Riguardo la questione stadio, Thohir sottolinea: "San Siro è uno degli stadi migliori del mondo. Nei nostri studi sul nuovo impianto non lo abbiamo mai dimenticato. Ma esiste un'altra ottima area a Milano per lo stadio. Noi vogliamo lo stadio di proprietà ma al momento abbiamo accordi col Milan e con il comune e non possiamo stracciare contratti firmati. Dobbiamo e vogliamo coordinarci con il Milan per questa questione". "Europa League obiettivo primario della stagione? Per diventare i migliori, dobbiamo sempre puntare al meglio", spiega Thohir. "L'Europa League è sicuramente una competizione molto dura, e noi vogliamo fare quanta più strada possibile, a cominciare dai sedicesimi contro il Celtic, e magari riuscire ad arrivare fino in fondo. L'ingaggio di Roberto Mancini è parte della strategia, perchè è un allenatore di esperienza, lo stesso vale per i nuovi acquisti di queste settimane".

E proprio a proposito di Mancini, Thohir chiarisce a 'Goal.com' che "lo abbiamo ingaggiato per tre anni e mezzo, e se lo vorrà prolungheremo. Non sono vere le voci su fantomatiche clausole". "Vogliamo che la squadra abbia stabilità, perchè costruire una squadra è un lavoro che richiede anni", spiega il magnate indonesiano. "Per questo - aggiunge - abbiamo puntato su Mancini: condivide la nostra stessa visione, lo stesso desiderio di migliorare la squadra, anche se gli investimenti saranno per forza di cose legati al Fair Play Finanziario. Non farà il manager all'inglese, ogni trasferimento verrà concordato da lui con me e la dirigenza". "Nè io nè Mancini - sottolinea Thohir - prenderemo decisioni individualmente, ma lavoreremo insieme per decidere le mosse migliori per il bene dell'Inter". "Se Mancini rischia in caso di mancato obiettivo? Si sa - prosegue Thohir - che a volte nel calcio può essere necessario un cambio, come ad esempio abbiamo dovuto fare con Mazzarri. Non avevo alcun problema con lui: ha lavorato duro e ha dato il massimo per la squadra, ma la situazione era stagnante e i tifosi avevano iniziato a mettergli addosso pressione. Così non andava più bene. Abbiamo ingaggiato Mancini - chiarisce il magnate - perchè crediamo possa fare molto bene, come ha dimostrato in queste prime partite. E' un profilo che conosce l'Inter e il calcio italiano, ma ha allenato anche all'estero e per questo ha una visione universale ed esperta. Ecco perchè lo abbiamo scelto".

E per quanto riguarda il mercato, "ci guarderemo intorno per vedere se ci saranno altre opportunità". "Abbiamo un po' di tempo da qua al 2 febbraio, c'è ancora tempo e in ogni caso abbiamo già fatto un po' di operazioni con buon anticipo", spiega il magnate. "E' diverso dallo scorso anno, quando prendemmo negli ultimi giorni Hernanes e D'Ambrosio. A ogni modo, da un lato ci sono le limitazioni del fair play finanziario, dall'altro le regole che dall'anno prossimo limiteranno a 25 il numero massimo di giocatori in rosa, e noi ora ne abbiamo 28. Faremo di tutto per farci trovare pronti e magari trovare quei giocatori che possono completare la rosa". Sull'arrivo di Podolski e Shaqiri, chiarisce: "Vogliamo fare arrivare i migliori giocatori all'Inter. Sapevamo di avere poche ali e abbiamo comprato Podolski, un campione del mondo con esperienza al Bayern Monaco e all'Arsenal. Allo stesso tempo vogliamo una squadra giovane, di media intorno ai 26 anni. E stiamo lavorando per questo. Ci servono grandi giovani come Kovacic, Icardi e adesso anche Shaqiri. Sono i giocatori del nostro futuro. L'Inter è un grande club come lo è il Liverpool quindi nessuna sorpresa che Shaqiri abbia scelto noi: grande storia, tre Champions League e mai retrocessi in Serie B". "La formula della mia Inter - sottolinea Thohir - sarà lanciare giocatori delle giovanili, comprare le stelle del futuro e affiancare loro gente dalla sicura esperienza. Se arriveranno offerte per i nostri talenti le ascolteremo ma non siamo per niente obbligati ad accettarle. Sono importanti per il nostro presente e futuro. Kovacic e Shaqiri hanno contratti che scadono nel 2019. Ascolteremo, considereremo, decideremo", aggiunge.

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