Guidolin: Udinese deve giocare meglio, Fabbrini spero rimanga

Udine, 29 gen. (LaPresse) - "Accetto le critiche, ma non le sento e vado avanti per la mia strada senza alcun condizionamento. Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo abituato bene la nostra gente e i nostri tifosi, ma è indiscutibile che possiamo giocare meglio. E' su questo concetto che mi sono focalizzato". Così Francesco Guidolin nel corso di una conferenza stampa a Udine. "Sappiamo di dover migliorare la qualità della nostra manovra se vogliamo prenderci ancora qualche soddisfazione. Siamo una buona squadra, non il Milan, né il Barcellona e con i nostri difetti e le nostre virtù proviamo a realizzare una buona stagione", aggiunge il tecnico bianconero. Guidolin, quindi, indica la strada: "Per riuscirci dobbiamo mantenere alta la concentrazione migliorando la solidità di squadra. Durante la settimana lavoriamo benissimo, ma non riusciamo a tradurre la nostra applicazione sul piano tattico nei 90 minuti. Contro il Siena ci è andata bene, ma non possiamo sperare che finisca sempre così". Il tecnico respinge le critiche secondo cui sarebbe cambiata la mentalità della sua squadra. "No sebbene la mia squadra sia in continuo divenire. C'è chi viene e chi va ogni anno e non è facile ottenere subito buoni risultati", dichiara.

Guidolin ha parlato poi brevemente anche del mercato. "Non so cosa succederà nelle prossime 48 ore. Fabbrini vorrebbe giocare con continuità - ammette - ma io sarei felice che rimanessero tutti". Intanto ieri è stato ufficializzato il passaggio di Coda al Parma. "Sono contento per il ragazzo che ha l'opportunità di affermarsi in un club importante. Spero dimostri tutto il suo valore in questi quattro mesi a Parma. Ieri sera - rivela - mi ha chiamato ed è stato gentilissimo. Andrea è un ragazzo dal grande spessore umano". Infine il pensiero va alla sfida contro il Milan, forse la squadra più in forma del momento. "Devo fare i complimenti ad Allegri perché ha dato un volto ad una squadra con tanti elementi nuovi dopo un inizio difficile. A San Siro dovremo fare tesoro degli insegnamenti appresi a Roma e Torino - conclude - dove ci siamo espressi al di sotto delle nostre possibilità. Se non scendiamo in campo con un certo atteggiamento certi ostacoli diventano insormontabili".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata