Golf, Molinari sesto nello Us Championship. Trionfa Koepka
Grande prestazione dell'azzurro a St Louis. Ora è sesto al mondo. Il ritorno di Tiger Woods che chiude secondo

Prestigioso sesto posto per Francesco Molinari allo Us Open Pga Championship (il centesimo della serie). Sul percorso (par 70) del Bellerive Country Club di St Louis ha vinto Brooks Koepka che ha resistito al ritorno di Tiger Woods (rivisto a livelli a cui non era più arrivato da anni) e Adam Scott. Il 28enne americano, già due volte campione degli US Open, ha raggiunto il suo terzo titolo con un -4 (66) nell'ultimo giro e 264 (-16) per il torneo. Secondo Woods a -14, terzo Scott a -13. Poi Cink e lo spagnolo Rahm a -11. Sesto Francesco Molinari (insieme a Pieters, Thomas e Woodland) a -10. Molinari è stato autore di un ultimo giro in 67 colpi (-3) con 3 birdie e senza neppure un bogey su un percorso nervoso e difficile.

"Davvero incredibile esserci riuscito", ha detto Koepka che ha guadagnato quasi due milioni di dollari. Ma anche lui ha finito per dover parlare dello straordinario ritorno di Tiger Woods (che di Major ne ha vinti 14): "Ho sentito tutti i suoi ruggiti quando Tiger ha cominciato a correre. E' la prima volta che mi sono trovato in lizza con lui a questi livelli. E le urla della gente mi hanno fatto la cronaca di quello che Tiger stava combinando e dei rischi che correvo". Woods è stato autore di un giro straordinario in 64 (-6) con otto biridie e due bogey. Adam Scott - che ha iniziato con tre birdie in quattro buche -  ha chiuso con un -3 di giornata e si è macchiato di un bogey alla 18 che lo ha relegato in terza posizione-

Molinari, con due birdie consecutivi alla 9 e alla 10, si è trovato a un certo punto abbastanza vicino a Koepka che aveva sbagliato alla 4 e alla 5. Ma l'azzurro (unico tra i primi a non commettere neanche un errore nelle ultime 18 buche) avrebbe avuto bisogno di un paio di birdie in più per mettere pressione a tutti. Purtroppo ne è arrivato solo uno alla 14, ma Francesco ha dato la netta sensazione che è solo questione di tempo. Prima o poi (come è arrivato in Europa) anche un Major americano potrà essere suo. Intanto si gode il sesto posto nel ranking mondiale (sesto miglior giocatore al mondo, terzo europeo dopo Justin Rose e lo spagnolo John Rahm), il settimo posto assoluto nella classifica della FedexCup (il circuito americano), la certezza di un posto nella squadra europea di Ryder Cupe e una stagione complessivamente da incorniciare.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata