Giro d'Italia, Uran svela le carte: Lavorato tanto, ora provo a vincere

Barolo (Cuneo), 22 mag. (LaPresse) - Il sottotitolo al suo stato d'animo, al termine della grande prova offerta nella crono da Barbaresco e Barolo, potrebbe riassumersi così: "Si può fare". Rigoberto Uran ci crede. Il successo di tappa e il distacco rifilato ad un Cadel Evans sorpreso dall'exploit langarolo del colombiano spostano necessariamente i riflettori sulla nuova maglia rosa, ora quotata dai bookie come il nuovo favorito al trionfo finale. Dopo il secondo posto conquistato nella scorsa edizione, il Giro 2014 potrebbe rappresentare la consacrazione del sudamericano della Omega Pharma Quick Step, che alla corsa rosa tiene particolarmente visto che considera l'Italia un po' la sua seconda casa. Anche se, a caldo, il primo commento esprime stupore: "Sono andato meglio di quello che pensavo. E' la mia prima maglia rosa, una sorpresa". E ammette candidamente un pizzico di fortuna: "Sono partito quando ormai non pioveva più".

Sorriso sempre stampato sul volto e allegria profusa in ogni parola, il corridore dedica la vittoria alla squadra e al suo paese d'origine, la Colombia. A chi gli chiede delle ambizioni di vittoria finale, però, Uran risponde volando basso: "Manca ancora tanto, ci sono le salite, le tappe più difficili. Ma oggi era un'occasione importante per marcare la differenza". L'ex leader Evans, arrivato a 1'34" ed ora al suo inseguimento nella classifica generale, può confermare. In ogni caso a Barolo quello di Uran è stato sì un exploit, ma non troppo, vista la grande preparazione: "Ho lavorato tanto a cronometro. Avevo studiato il percorso, ero stato qui già due volte", racconta. "In California - dice - ho praticato la galleria del vento". In quanto alla concorrenza, a suo giudizio non c'è 'il' rivale dal cui guardarsi, ma tanti rivali: "Evans e Majka sono lì. Pozzovivo? In salita è forte. Ma guardo giorno per giorno. E c'è' ancora Quintana". Anche se il connazionale della Movistar è staccato in classifica di 3'29" al termine di una prestazione condizionata dai problemi respiratori. Scoppia di salute, invece, il nuovo re del Giro: "Sto bene, ho una bella squadra e siamo in un'ottima posizione. Dobbiamo continuare così. Proviamo a vincere".

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