Giochi 2024, cinque città per cinque cerchi: parte la sfida di Roma

Di Andrea Capello

Roma, 16 set. (LaPresse) - Pronti, partenza, via. Inizia oggi dopo l'ufficialità data dal Cio la corsa delle 'magnifiche cinque'. Ci avevano pensato anche Baku e Toronto ma alla fine ai nastri di partenza si sono presentate Amburgo, Budapest, Los Angeles, Parigi e Roma. Fra queste ci sarà la città che ospiterà le Olimpiadi del 2024. Cinque città per cinque cerchi. Il traguardo si taglierà a Lima nell'assemblea generale Cio del settembre 2017. Gongola il presidente del Comitato Olimpico, Thomas Bach.


La sua Agenda 2020, che prevede una maggiore sostenibilità delle candidature e lo stop alle spese faraoniche del passato, ha portato i suoi frutti. Le candidate infatti sono tutte: "eccezionali ed altamente qualificate". "La sostenibilità e l'eredità lasciata alla cittadinanza sono i cardini di ogni candidatura", ha ribadito il numero uno del Cio spiegando che il Comitato Olimpico aiuterà con un contributo di 1.7 miliardi di dollari (circa 1.5 miliardi di euro al cambio attuale, ndr) il comitato organizzatore vincente. Le città in lizza, dal canto loro, dovranno rispettare i principi della carta olimpica e del contratto siglato tra i quali l'impegno contro la discriminazione sessuale, il rispetto della libertà dei media ed il rispetto del diritto del lavoro in termini di salute, sicurezza, protezione dell'ambiente e leggi contro la corruzione.


Senza entrare nei dettagli e rimanendo assolutamente super partes l'ex schermidore tedesco (medaglia d'oro nel fioretto a squadre ai Giochi di Montreal nel 1976) ha comunque lanciato alcuni input precisi. Il primo riguarda il referendum cittadino. Non ci sarà nessun obbligo per le candidate ma, allo stesso tempo, il Cio effettuerà suoi sondaggi indipendenti a riguardo. L'obiettivo è uno solo, "mandare gli atleti a gareggiare dove sono i benvenuti e dove la popolazione supporta in maniera chiara i Giochi Olimpici. Come le città candidate possano dimostrare questo spetta a loro". Il secondo invece riguarda il principio informale della rotazione dei continenti nell'ospitare le Olimpiadi. Statisticamente infatti sarebbe l'Europa, ultima edizione Londra 2012, ad avere un vantaggio in questo senso. "Non credo che questo parametro possa giocare un ruolo importante - ha dichiarato - ora abbiamo tre edizioni consecutive dei Giochi in Asia (quelli invernali di Pyeongchang 2018 e Pechino 2022 ed in mezzo quelli estivi di Tokyo 2020). Questo dimostra come questo principio sempre valido nel passato abbia perso importanza".

Stesso discorso per la volontà della Germania di ospitare nel 2024 non solo i Giochi ad Amburgo ma anche gli Europei di calcio nel mese di giugno. Secondo Bach, nel caso, non ci sarebbe nessun problema di sovraffollamento: "Penso che sia possibile - ha ribadito - non ci sarebbero interferenze e poi credo che nessuno possa mettere in dubbio le grandi capacità organizzative della Germania". Insomma a Losanna la musica è cambiata. L'Agenda 2020 è stato un vero e proprio spartiacque, giusto e necessario. Dal 'fuggi fuggi' generale per ospitare i Giochi Invernali del 2022, dove alla fine rimasero in gara solo Astana e la vincitrice Pechino, alla corsa alla candidatura di Paesi membri del G7 come Francia, Germania, Italia e Stati Uniti. Che vinca il migliore.

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