Gattuso: Voglio tornare al Milan quando smetto di giocare

Milano, 15 gen. (LaPresse) - "L'obiettivo è tornare al Milan quando avrò smesso di giocare". Lo ha detto Rino Gattuso ospite della trasmissione televisiva 'Undici' su Italia 2. A proposito dei motivi che lo hanno convinto a scegliere l'esperienza svizzera, l'ex mediano rossonero e della Nazionale dichiara: "Ho scelto il Sion per rimanere vicino ai miei figli. Inoltre tornavo da qualche anno difficile per gli infortuni e non volevo rischiare di fare qualche figuraccia in giro per il mondo, volevo essere sicuro di tornare ai miei livelli. Il mio procuratore mi ha anche proposto alternative dove avrei preso il doppio dei soldi che prendo qui, ma non ho avuto dubbi. Ora stiamo facendo un buon campionato, ma non dobbiamo esaltarci: l'importante è lavorare per continuare a crescere e migliorarsi".

L'attuale centrocampista del Sion, a proposito del suo addio dal Milan e sul momento della squadra rossonera, dichiara: "Si è già detto tutto sulla mia partenza: con Allegri non ho mai avuto problemi, anzi ho molto rivalutato il suo modo di lavorare e di porsi nei confronti degli altri. Per me non era ancora il momento di fare il dirigente, semplicemente volevo continuare a giocare. Anche se ammetto che il Milan mi manca, sarei ipocrita a dire il contrario e l'obiettivo è quello di tornare a lavorare per la società rossonera quando avrò smesso di giocare. Ora i miei ex compagni stanno recuperando terreno e poi hanno El Shaarawy: se gli davo ogni tanto qualche schiaffone era perché in lui avevo notato fin da subito che c'era del talento. E poi ha un padre che lo segue davvero bene. I capelli? Se si sente bello affari suoi, l'importante è che la butti dentro".

Gattuso continua parlando dei suoi ex allenatori al Milan Carlo Ancelotti e Leonardo: "Carlo, oltre che un grande allenatore, per me è stato ed è tuttora un amico davvero speciale. Leonardo grande giocatore e grande compagno: c'era un po' di veleno tra di noi, ma gli ho chiesto scusa. A 35 anni posso dire che lui aveva poche colpe, il mio carattere mi ha giocato un brutto scherzo." Il giocatore del Sion, a proposito del suo passato in Nazionale, dichiara: "Ho sempre sognato di giocare in azzurro, non mi ero spinto addirittura al pensiero di una vittoria Mondiale: la mia carriera è stata tutto un sogno. Il giocatore che più mi ha fatto penare? Zidane. Non mi faceva dormire, prima della finale mi sono bevuto venti caffè per non addormentarmi e sognarlo. Spesso ero sicuro di prendere la palla e all'ultimo la faceva scomparire: mi faceva il gioco delle tre campanelle".

Quando gli viene chiesto un pronostico su chi vince la Serie A, Gattuso dichiara: "L'anno scorso eravamo i più forti e lo abbiamo perso noi. Quest'anno la più forte è la Juve e, per lo stesso motivo, può perderlo solo lei. Dietro ci sono Napoli, ormai una realtà, e Lazio, che è una rivelazione". Infine, a proposito del momento difficile che sta vivendo Daniele De Rossi con la Roma, Gattuso dichiara: "Se scegliessi io, Daniele sarebbe sempre in campo e, a vedere l'interesse che ha sul mercato, penso condividano anche molti grandi allenatori. Non deve stare in piedi per non giocare. A proposito di Roma, aggiungo una considerazione su Destro: come fa un giocatore di 20 anni ad acquisire fiducia se va sempre in panchina? È normale che se gioca una volta ogni tanto, quella volta la palla pesa cento chili. Se fai un investimento del genere dei avere fiducia nel giocatore".

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