Gasperini: Tra me e dirigenza Inter idee di calcio lontane

MIlano, 17 ott. (LaPresse) - "L'Inter mi doveva dare più tempo? Più che del tempo bisognava avere un credo, la convinzione di voler percorrere la mia strada". Lo ha detto l'ex allenatore nerazzurro Gian Piero Gasperini, nel corso della trasmissione 'Controcampo - Linea notte' in onda su Italia 1. "Nel momento in cui mi cercano per portarmi sulla panchina dell'Inter - ha continuato l'allenatore piemontese - poi bisogna essere convinti che le mie idee vadano supportate e difese. Questo è evidente, invece ho avuto la sensazione che tra me e la società ci fossero concezioni di calcio molto lontane: ero convinto che con questa squadra si sarebbe potuto fare un buon lavoro".

"Se io e il presidente avevamo idee diverse perché mi ha scelto? Il mercato non è andato come si pensava - ha proseguito - ci sono state delle difficoltà e io non pensavo andasse via Eto'o: avevo immaginato un attacco formato dal camerunese, Pazzini e Palacio, non ho preteso Sanchez, Tevez o Lavezzi".

"Eto'o via da Milano perché non andava d'accordo con me? Sono state dette tante fesserie - così ha continuato l'allenatore piemontese - e questa è una delle più grandi. La cosa grave era far credere che il problema fosse la difesa a tre e che sarebbe bastato mettere i giocatori al loro posto per risolvere i problemi: questa è stata anche una mancanza di rispetto verso la mia persona. Ancora prima di cominciare il campionato - dice ancora Gasperini - la società e il presidente mi avevano già delegittimato: si parla spesso di progetto ma in realtà il progetto non c'è mai stato".

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