F1, Ecclestone lancia l'allarme e avverte i team: Circus in crisi, ma non so cosa fare

Austin (Texas, Usa), 2 nov. (LaPresse/PA) - Il boss della Formula 1 Bernie Ecclestone ha esortato tutte le squadre a iniziare a fare sacrifici e ridurre i costi nel tentativo di salvare uno sport che a causa della crisi rischia di implodere completamente. Le parole di Ecclestone dal paddock del circuito di Austin in Texas sono un avvertimento alla fine di un periodo difficile per F1, in particolare dopo la messa in amministrazione controllata dei term Caterham e Marussia entrambi assenti negli Stati Uniti. In vista dei prossimi due Gran Premi e soprattutto della prossima stagione, sono a rischio sempre per problemi economici anche Lotus, Force India e Sauber che da tempo si lamentano dei costi fuori controllo del circus. Ecclestone, tuttavia, parlando con i giornalisti ha smentito: "Prometto che saranno in gara, ve lo garantiasco. Ma sono preoccupato di più in vista dell'anno prossimo". Un Big Bernie che per la prima volta fa mea culpa per una gestione che negli ultimi anni evidentemente non ha funzionato: "So cosa c'è di sbagliato, ma non so come risolvere il problema". "Nessuno è pronto a fare nulla perché non si può. I regolamenti ce lo impediscono. Se fossimo in una posizione dove potremmo aiutare queste squadre in difficoltà, lo farei. Ma non siamo autorizzati", ha spiegato ancora Ecclestone.

"Se dai ad una squadra 10.000 dollari, poi devi darli a tutti. Il guaio è che con tutte queste regole e tutti questi contratti è che non si puà pensare a lungo termine", ha spiegato ancora il boss della Formuls 1. Parte del problema sono quindi proprio quei contratti che lo stesso Ecclestone ha negoziato nel corso degli anni con le squadre e che comprendono tra l'altro la redistribuzione dei ricavi. I piccoli team ricevono molti meno soldi dei big del calibro di Ferrari, Red Bull, McLaren e Mercedes che fanno la parte del leone nella redistribuzione dei quasi 1.5 miliardi di dollari di ricavi. "Non fa differenza per me come il denaro viene ripartito", ha detto Ecclestone. "Se i team vogliono mettersi a tavolino per cambiare i modi di ripartizione dei soldi, io sono pronto e dico: bene, fatemi vedere la proposta", ha aggiunto. "Il problema è che c'è troppo denaro distribuito male, probabilmente per colpa mia, ma, come succede nei contratti, al momento dell'accordo sembrano una buona idea", ha ribadito il manager inglese. "Se la società apparteneva a me, avrei fatto le cose in modo diverso. Ma io lavoro per persone che sono nel business per fare soldi", ha dichiarato ancora. Infine Ecclestone si è detto addirittura disposto "a stracciare tutti i contratti. Vorrei prendere tutto il denaro, pagare i debiti di tutte le squadre che dovrebbero essere pagati così le persone non soffriranno a causa della Formula 1, e la gente non abbia crediti dalla Formula 1". Per Ecclestone i grandi team devono cedere: "Non è la più grande crisi che ho affrontato, ma certo non sono felice. Dovrò fare qualcosa al riguardo, perché non possiamo tutti restare tranquilli e rilassati e credere che il problema si risolverà. Non è come avere l'influenza e prendere una compressa e guarire".

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