Hamilton vince in Giappone e 'vede' il Mondiale. Male Ferrari, Vettel sesto

Il britannico potrà laurearsi campione del mondo già ad Austin in caso di successo

Il Giappone si rivela ancora una volta fatale sulle poche e residue chances iridate della Ferrari. Dodici mesi fa era stata una candela a tradire Vettel e a spegnere il sogno mondiale del Cavallino Rampante, quest'anno ci ha pensato il pilota tedesco ad autoeliminarsi con un tentativo azzardato di sorpasso nei confronti di Max Verstappen nelle prive fasi della gara che si è tradotto in un testacoda che ha rovinato la gara del ferrarista, ritrovatosi in fondo al gruppo e capace di risalire non oltre la sesta posizione, la migliore possibile in un weekend dominato ancora una volta da Lewis Hamilton. Il britannico infatti ha vinto la sesta delle ultime sette gare, scortato dal compagno di squadra Valtteri Bottas, centrando il quinto successo a Suzuka e allungando ulteriormente in classifica: sono 67 ora i punti di vantaggio nei confronti di Vettel su 100 complessivi a disposizione. Più che se, si tratta ormai di capire dove e quando Hamilton festeggerà il quinto titolo mondiale. Ad Austin il pilota della Mercedes, che nel frattempo ha preso definitivamente il largo anche nella classifica costruttori, avrà il primo match point. Con una doppietta della Frecce d'Argento il Mondiale sarebbe aritmeticamente suo, a prescindere dal risultato delle Ferrari.

Lewis dal canto suo esulta per la vittoria in Giappone ("ho una felicità dentro che non saprei descrivere") ma predica calma in ottica campionato. "Dobbiamo fare un passo alla volta, ora abbiamo vinto un grandissimo Gran Premio, c'è un bel gap su Sebastian - ha evidenziato - Ma non vogliamo cantare vittoria troppo presto. Spero di fare bene ad Austin in un circuito in cui mi diverto molto". E il ritratto della delusione, e non potrebbe essere altrimenti, invece il diretto rivale. La voglia di parlare è poca dopo l'ennesima gara  negativa. "Quando i risultati sono questi non è facile per tutti noi. Lavoriamo forte tutto l'anno, le ultime gare sono state difficili per tutti, per me, per la squadra, per la gente in pista e anche a casa - ha ammesso Vettel - A volte non so che dire. Qualche volta la vita in pista è brutta, ma adesso andiamo ad Austin e spingiamo come dei matti, poi vediamo". Non manca però una stoccata a Max Verstappen nel giorno in cui il libro della lunga rivalità tra i due si è arricchito di un nuovo capitolo. "Per lui non c'era spazio? Per me sì, sennò non provavo - la replica del tedesco - C'era un gap e ho provato, lui non ha aperto, non potevamo fare la curva insieme. Poi è stato un disastro, ero indietro e senza safety car. Penso che il sesto posto sia stato il massimo".

Pochi giri prima l'olandese della Red Bull era stato protagonista di un contatto (per il quale è stato penalizzato di 5") anche con l'altra Ferrari, quella di Kimi Raikkonen, quinto dietro proprio alle due Red Bull in una gara compromessa fin dalle prime tornate. "Ho visto alcune parti dalla mia auto volare via, e la macchina ha riportato danni ingenti sul lato sinistro. Ovviamente questo ha influito negativamente sul resto della mia gara. E' un vero peccato, perché da quel momento è stato tutto piuttosto difficile. Avevo perso molto carico aerodinamico e non c'era molto che potessi fare", ha ammesso Iceman, sconsolato anche perché "la macchina si guidava sempre meglio, ma sfortunatamente questo è quello che abbiamo ottenuto oggi. Nel complesso è stato un fine settimana difficile e deludente. Questo risultato non è il massimo". Oltre alla Mercedes può sorridere anche la Red Bull, con Verstappen sul podio dopo esser 'sopravvissuto' ai due contatti con i ferraristi e vicino a Bottas nel finale, e Daniel Ricciardo quarto. "Ho fatto una bella gara, abbiamo acquisito un bel ritmo anche con questi danni alla macchina - ha raccontato Max - Il contatto con Vettel? Penso che Seb in quella curva non avrebbe potuto superarmi, io non avevo dato spazio. E' un peccato che si sia girato ma comunque sono contento di esser salito sul podio".
 

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