F1, Hamilton campione: eguaglia Fangio e punta Schumacher

Grazie al quarto posto in Messico il pilota inglese trionfa per la quinta volta. È a meno due dal record di Schumi

Lewis Hamilton sempre più nella leggenda. Con la vittoria del quinto titolo Mondiale di Formula 1, il secondo consecutivo e il quarto negli ultimo cinque anni, il pilota inglese stacca Sebastian Vettel ed Alain Prost eguagliando il mitico Juan Manuel Fangio. Nel mirino di Hamilton c’è ora soltanto Michael Schumacher, recordman assoluto con 7 titoli Mondiali. Il pilota della Mercedes ha già battuto il primato di Schumi per quanto riguarda le pole position (81 contro 68), mentre resta ancora lontano per quanto riguarda i Gran Premi vinti con il tedesco che ha trionfato 91 volte contro le 71 di Hamilton. Dal suo esordio in massima categoria, si è aggiudicato almeno una gara e una pole position durante il campionato mondiale, il che lo rende l'unico pilota nella storia della massima formula a esserci riuscito dalla prima stagione per dodici annate consecutive

Insomma, a 33 anni il fenomeno di Stevenage può essere considerato uno dei migliori piloti di tutti i tempi e sicuramente il più forte di questo inizio di terzo millennio. Amante della bella vita, attivissimo sui social e frequentatore dello showbusiness, Hamilton è ormai diventato un campione che va aldilà dello sport. Celebrato in tutto il mondo, nella classifica di Forbes degli atleti più pagati al Mondo figura al 12esimo posto con 51 milioni di dollari (42 milioni di stipendio e 9 provenienti dagli sponsor). Sotto contratto fino al 2020 con la Mercedes, il pilota inglese a questo punto può davvero puntare a raggiungere Schumacher per numero di titoli mondiali vinti.

Hamilton ha festeggiato il Mondiale in Messico, al termine di una gara sofferta per Mercedes, chiusa al quarto posto. Un titolo tutto sommato meritato e probabilmente uno, se non quello che ha regalato maggiori soddisfazioni al pilota inglese. Se in passato, infatti, la superiorità della Mercedes era nettissima e il titolo era solo una questione interna ai piloti delle Frecce d’Argento, quest’anno si è vista una Ferrari con una vettura quasi alla pari se non addirittura superiore nella prima parte della stagione. Nel 2018, quindi, sono emerse ancora più marcate tutte le qualità di Hamilton: aggressività in gara, velocità in qualifica e freddezza nei momenti caldi quando un piccolo errore può risultare decisivo. E’ stata questa la differenza fra il pilota della Mercedes e costretto ad alzare bandiera bianca a causa di qualche errore di troppo commesso nel corso della stagione.

A metà stagione, infatti, Hamilton e il tedesco della Ferrari avevano lo stesso numero di vittorie (cinque), ma da lì in poi il campione inglese ha inanellato un filotto di quattro vittorie consecutive che hanno chiuso ogni discorso per il titolo. Fondamentale, dopo la pausa estiva, anche il lavoro svolto dalla Mercedes capace di recuperare quel leggero divario in termini di potenza che sembrava a favore della Ferrari e soprattutto di azzeccare sempre la giusta strategia cosa che non stati in grado di fare nella scuderia di Maranello. Anche il gioco di squadra ha fatto la differenza, con Valtteri Bottas che si è rivelato un prezioso scudiero e che ha accettato ‘suo malgrado’ gli ordini di scuderia per favorire il compagno. Anche in questo caso la Ferrari, per ragioni difficilmente spiegabili, si è intestardita nel lasciare libertà ai propri piloti e alla fine ha pagato a carissimo prezzo questa scelta.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata