ESCLUSIVA Volley, Bonitta verso Mondiale: Lavoriamo duramente per inseguire sogno

Di Andrea Capello

Roma, 17 set. (LaPresse) - Marco Bonitta, commissario tecnico dell'Italvolley femminile, racconta in esclusiva a LaPresse le sue sensazioni alla vigilia del mondiale italiano che prenderà il via il prossimo 23 settembre.

Come sta andando la marcia di avvicinamento verso il mondiale? C'è maggiore pressione nel giocare in casa?

"La marcia procede bene, stiamo lavorando duramente sia sui nostri difetti che sui nostri pregi. La pressione abbiamo deciso che dovrà essere trasformata in un'opportunità importante, ovvero quella di giocare davanti al nostro pubblico".

Quali sono le formazioni più accreditate nella corsa al titolo mondiale?

"Sono quelle che ultimamente hanno sempre vinto le medaglie, ovvero Brasile, Russia e Stati Uniti. Poi c'è un gruppo di squadre che giocando bene e trovandosi al momento giusto nella condizione migliore può entrare nel lotto delle tre formazioni che vinceranno una medaglia".

Ha già vinto il mondiale con l'Italia nel 2002. Esiste un segreto per trionfare in una manifestazione così importante?

"Il segreto è il lavoro, il sacrificio e l'avere un sogno: quello di poter lavorare quotidianamente con grande impegno e soprattutto con armonia, il sorriso ed entusiasmo".

La sua prima esperienza alla guida dell'Italia si chiuse in maniera burrascosa con il gruppo che chiese il suo allontanamento nel 2006 (litigò con alcune atlete fra le quali Piccinini e Lo Bianco presenti anche oggi, ndr). Che cosa le ha insegnato quanto successo in quella occasione?

"Tutte le esperienze insegnano, sia quelle positive che quelle negative. Quella vicenda mi ha insegnato che ogni situazione va affrontata a mente fredda per capire dove si può migliorare ma ora è tutto alle spalle".

Dopo anni di dominio del campionato italiano, ora molte atlete vanno all'estero. Cosa si può fare per far tornare il nostro torneo il più bello del mondo?

"Purtroppo è un problema economico. Vent'anni fa le migliori atlete venivano da noi ed avevamo il campionato più bello del mondo. Ora le grandi risorse economiche non sono in Italia ed il campionato ne risente. Dovremmo cercare di capire che è venuto il momento di dare spazio alle giovani italiane perché tanto il livello lo consente".

Rio 2016, cosa le viene in mente?

"Mi viene in mente la mia terza Olimpiade che per me avrebbe un significato particolare perché probabilmente sarà l'ultima. Se riusciremo a qualificarci, sarà un'esperienza molto bella in quanto per me arriverebbe in un momento di grande maturità professionale e personale. La vivrei meglio delle altre due alle quali ho preso parte".

Ha in mente un 'fioretto' per tornare sul tetto del mondo?

"Non ci ho pensato. Solo una grande determinazione ad inseguire il mio sogno personale e quello di tutta la squadra".

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