Elezioni Coni, Malagò: Ho i numeri per poter vincere

Roma, 8 feb. (LaPresse) - Dall'oratorio della parrocchia della Chiesa di San Tommaso Moro dove poco più di due settimane fa ha illustrato il programma per la sua candidatura alla presidenza del Coni, alla palestra del liceo Manfredi Azzarita, ai Parioli. Giovanni Malagò sceglie un altro "luogo simbolo" per presentare alla stampa i componenti della sua, eventuale, Giunta. Nel mezzo, però, le cronache hanno raccontato le elezioni di 28 di quei 76 membri del Consiglio nazionale chiamati il prossimo 19 febbraio ad eleggere il successore di Gianni Petrucci, e le conseguenti polemiche. "Il Palazzo sostiene che è andata benissimo, che hanno già vinto. Alcuni giornali raccontano di un pareggio, ma io penso di avere a questo momento i numeri per essere eletto. A 38 si fa pari, a 39 si vince. Io penso di avere 39 voti", taglia corto Malago. Il presidente dell'Aniene invita sul palco la sua squadra. In quota 'atleti' ci sono la velista Alessandra Sensini ("è una di famiglia, 4 olimpiadi, ha vinto più medaglie lei che nessun altra donna al mondo in tutta la vela", spiega orgoglioso Malagò) e Paolo Vaccari ("il più grande giocatore italiano di rugby di sempre, primo ad essere convocato nella rappresentativa 'Resto del Mondo', consigliere federale, architetto di successo").

Quanto alla categoria 'tecnici', Malagò propone Valentina Turisini (Unione Italiana Tiro a Segno): "E' l'unica persona tra quelle candidate già matematicamente eletta - ricorda Malagò - È l'unica candidata, di entrambi gli schieramenti. A voi scoprire chi l'ha proposta per primo". In squadra anche Fabio Sturani (più volte consigliere provinciale e regionale Coni nelle Marche), Nello Talento (presidente Coni a Salerno e consigliere FederTennis), Sergio Anesi (vicepresidente Federghiaccio) e Cesare Croce (Federazione sport equestri, "grande atleta, 12 anni presidente di federazione e - soprattutto scherza il presidente Aniene - due lauree da 110 e lode in architettura e ingegneria, chapeau"). Quanto ai presidenti, Malagò decide di non svelare le carte: "Non posso fare i nomi dei cinque presidenti che chiederò di votare. Loro - dice riferendosi al competitor Raffaele Pagnozzi - non fanno i loro. Io questo vantaggino non glielo do. Fino ad ora sono stato anche troppo elegante". E' sulla 'nomination' del segretario generale, però, che il gioco si fa duro: "Se dovessi vincere il prossimo 19 febbraio proporrei alla giunta di nominare segretario generale Luca Pancalli", spiega. il 'prescelto', però, altri non è che l'attuale presidente del Comitato paralimpico, nonché il segretario generale nominato dallo sfidante Pagnozzi.

"Quella di fondere il Comitato olimpico e quello paralimpico è una grande idea e l'ho avuta io per primo. Luca lo sa", sottolinea, e a chi gli chiede se ha già comunicato al diretto interessato la sua scelta, risponde: "Luca sa quello che penso da luglio, io lo invito. Sta a lui accettare". La risposta del presidente del Comitato paralimpico non si fa attendere: "Sono sorpreso - spiega - A suo tempo ho fatto una scelta e su questa posizione rimango, nel rispetto di quei principi di coerenza e trasparenza che hanno sempre contraddistinto le mie azioni ed il mio operato nel mondo dello sport. Sostengo Raffaele Pagnozzi alla presidenza del Coni e farò il segretario generale solo se Pagnozzi me lo chiederà". "Aspettiamo il 19 (giorno del voto, ndr) - dice fiducioso Malagò concludendo la sua conferenza stampa. Ci abbiamo messo il cuore, è una partita che si può vincere. Si vincerà".

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