E' morto a 68 anni Ferruccio Mazzola. Vinse scudetto con la Lazio

Roma, 7 mag. (LaPresse) - E' morto a 68 anni Ferruccio Mazzola, fratello di Sandro e figlio del mitico Valentino Mazzola. Ne dà notizia la Lazio sul proprio sito internet. Il club del presidente Lotito "si unisce al cordoglio della famiglia Mazzola per la scomparsa di Ferruccio, ex centrocampista biancoceleste dal 1968 al 1971 e dal 1972 al 1974", si legge in una nota.

Nato a Torino il 1 febbraio del 1945, Ferruccio Mazzola è stato un calciatore dalle buone qualità, il suo limite più grande fu costituito dal cognome di famiglia: pur avendo le doti necessarie, erano immancabili i paragoni con il padre Valentino, capitano del Grande Torino, e il fratello maggiore Sandro, che nell'Inter aveva vinto moltissimo. A cavallo tra gli anni 1960 e anni 1970 giocò nel ruolo sia di interno che di mezzala nell'Inter, Lecco, Venezia, Fiorentina e, soprattutto, Lazio, squadra con la quale vinse lo scudetto nella stagione 1973-74, anche se non disputò neanche un minuto. Chiuse la carriera in Serie C, con il Sant'Angelo, non prima di aver provato l'esperienza americana con l'Hartford. Da allenatore ha vinto con il Siena il campionato di Serie C2 1984-1985 e ha ottenuto una promozione, sempre militando in Serie C2, con il Venezia nel 1987-1988.

Nel 2004 Ferruccio Mazzola pubblicò il libro 'Il terzo incomodo', nel quale rivolgeva una serie di pesanti accuse al mondo del calcio per quanto concerne l'abuso di pratiche dopanti negli anni Sessanta e Settanta. Nel mirino di Mazzola finì in particolare il Mago Herrera, reo, secondo il suo accusatore, di distribuire a titolari e riserve delle pasticche (parlò di anfetamine) capaci di aumentare le loro prestazioni atletiche. Stando alla denuncia dell'ex giocatore, i prematuri decessi di tre membri della Grande Inter (Picchi, Tagnin e Bicicli, ndr) sarebbero stati da ricondurre proprio alle pratiche non ortodosse dell'epoca.

Nel mirino finirono anche la Fiorentina e la Lazio, oltre alla Roma, società presso cui Herrera, secondo Mazzola, continuò a servirsi delle medesime utilizzate nella squadra nerazzurra. Le parole di Mazzola inizialmente parvero confermate nel 2005 quando la procura di Firenze, su richiesta della vedova Gabriella Bernardini Beatrice, aprì un'indagine sulla morte del calciatore ipotizzando che questa potesse essere stata determinata dal doping. L'indagine dei Nas di Firenze si concluse nel giugno del 2008 con l'ipotesi del reato di omicidio preterintenzionale per l'ex-allenatore viola Carlo Mazzone e un suo uomo di fiducia, Ivo Micucci. Il 2 gennaio 2009 la procura di Firenze ha, tuttavia, chiesto l'archiviazione del caso per prescrizione.

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