Doping, Schwazer interrogato 6 ore vuota sacco e sogna Olimpiadi Rio 2016

Di Andrea Capello

Roma, 20 nov. (LaPresse) - Quando Alex Schwazer è arrivato alla procura antidoping del Coni il sole splendeva su Roma, quando è uscito la luce aveva ormai lasciato spazio al buio della sera. Cinque ore e quaranta minuti (se non è un record poco ci manca) tanto è durata la deposizione del marciatore davanti al procuratore Tammaro Maiello e questa volta Alex ha letteralmente vuotato il sacco rispondendo con dovizia di particolari alle 110 domande del procuratore che lo ha incalzato. L'altoatesino è stato infatti estremanente collaborativo e credibile facendo anche il nome di alcuni atleti che nel corso degli anni avrebbero frequentato lo squalificato a vita dottor Michele Ferrari e ricostruito tutta la vicenda che lo riguarda.

Ora gli inquirenti dovranno verificare e confrontare la sua versione anche in relazione da quanto dichiarato dalla sua ex fidanzata Carolina Kostner. A Schwazer infatti sono state contestate due violazioni del codice Wada, gli articoli 2.3 e 2.5. Il primo riguarda la mancata presentazione o rifiuto di sottoporsi ad un prelievo ma anche di sottrarsi in altro modo al prelievo dei campioni. In questo rientra la sua presenza in Germania a Obertsdorf, a casa della sua ex fidanzata pattinatrice, e non a Racines, dove Schwazer aveva dato la sua reperibilità ai controlli (e dove il 30 luglio 2012 fu poi trovato positivo all'Epo). Il secondo invece è l'articolo 2.5, manomissione o tentata manomissione in relazione a qualsiasi fase dei controlli antidoping, riferito in questo caso al sequestro nella sua vettura di una bottiglia di urina.

Se giudicato colpevole Schwazer rischia 4 anni di squalifica supplementare rispetto a quella che gia sta scontando. In caso contrario invece l'oro di Pechino 2008 nella 50km di marcia potrebbe sperare di prendere parte ai Giochi 2016 a Rio de Janeiro. "Sempre meno", è stata la sua prima battuta riferita al numero di giornalisti che lo attendeva da sei ore, poi Schwazer si è fatto serio. "Per rispondere alle vostre domande ci sarà una conferenza stampa appena il procedimento penale a Bolzano sarà chiuso - ha spiegato - Interrogatorio fiume? Sì, perché abbiamo cercato di chiarire tutto quello che c'era da chiarire e penso che ci siamo riusciti". Nei suoi occhi si intravedeva speranza. "Loro (i giudici,ndr) devono decidere in modo autonomo - ha spiegato - io mi alleno e quando sàrà il momento sarò pronto a rientrare. Se sogno ancora di partecipare ai Giochi? Il sogno deve ancora incominciare".

"Il caso di Schwazer è stato molto enfatizzato - lo ha spalleggiato il legale Gerhard Brandstaetter - Alex è uno di quegli atleti che è caduto, ha ammesso e ha collaborato. Ci sono altre vicende molto piu pesanti che non hanno lo stesso risalto. E' un ragazzo di valore". Anche l'avvocato ha confermato che il suo assistito: "ha dato tutti i chiarimenti e la collaborazione che doveva dare ed è stato anche apprezzato. E' venuto volentieri perché non ha nulla da nascondere". Pure il legale, così come Alex, ha voluto chiudere in maniera speranzosa il suo intervento: "Lo stato d'animo è positivo - ha concluso - Ha chiarito ed è tornato a fare sport a tempo pieno, si sta allenando ci sono tutte le premesse perché possa fare molto bene. Adesso vedremo".

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