Diritti tv Serie A, cifre da capogiro e conti che non tornano

Roma, 6 set. (LaPresse) - Sono da capogiro i numeri che ruotano attorno ai diritti Tv del campionato di calcio. Ed è proprio la discussione relativa a chi affidare la loro vendita per il triennio 2015-2018 il punto cardine del prossimo consiglio di Lega, in programma a Milano venerdì 13 settembre, il cui ordine del giorno è stato reso noto oggi. La discussione, specie dopo la lettera di stampo costruttivo delle 'Sette Sorelle' ( Juventus-Inter-Fiorentina-Roma-Sampdoria-Sassuolo-Verona, ndr) inviata a fine agosto alla Lega calcio, si preannuncia animata. Ad oggi l'advisor che si occupa della commercializzazione dei diritti tv in Italia è 'Infront'. A riguardo la Lega ha un minimo garantito di 900 milioni annui mentre la società, il cui presidente a livello mondiale è Philippe Blatter, figlio di Joseph numero uno della Fifa, ed in Italia è Marco Bogarelli, uomo molto vicino al Milan ed al suo amministratore delegato Adriano Galliani, riceve una commissione di 35 milioni di euro. A riguardo le società firmatarie della missiva spiegano che: "Sul mercato vi sono operatori che ritengono la Serie A un prodotto non sufficientemente sviluppato e disposti a garantire ricavi attuali a fronte di una fee più competitiva e vantaggiosa per la Lega rispetto a quella attuale".

- Se in questo caso si tratta di un semplice invito ad allargare i propri orizzonti e valutare anche altri eventuali proposte la situazione si fa più nebulosa per ciò che concerne i diritti del campionato di calcio all'estero, venduti con una gara sempre con il meccanismo del minimo garantito. Ad oggi e fino al 2015 il detentore dei diritti è la MP&Silva del milanese Riccardo Silva, ex manager di Milan Channel. La società si è aggiudicata sia il biennio 2010-2012 (91 milioni annui) che quello 2012-2015 (attorno ai 120 milioni di euro). Nel bilancio societario 2011-2012 però il ricavato dalla vendita dei diritti all'estero sarebbe di 213 milioni con un profitto di ben 122 rispetto a quanto pagato alla Lega. Si tratta di un altro punto su cui le società che hanno deciso di fare fronte comune pungolano la Lega che, visti i ricavi della società di Silva, avrebbe colpevolemente sottostimato il suo prodotto. Dal canto suo il manager milanese ha precisato che la cifra di 213 milioni comprende anche la cessione dei diritti Tv per altri eventi sportivi internazionali e che le cifre incassate dalla vendite dei diritti Tv del campionato italiano all'estero sarebbero molto minori smorzando il tutto come un semplice errore contabile. Un altro punto da sviscerare per le 'Sette Sorelle' che, giustamente, vogliono vederci chiaro prima di avvallare qualsiasi tipo di decisione dato che in gioco ci sono gli interessi di tutti.

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