Di Lello (Antimafia): Juve in zona grigia ma non concorre in reato
"Valuteremo se ascoltare i dirigenti della squadra bianconera"

 "Secondo la procura la Juve non è parte lesa e neanche concorre nel reato, dunque c'è una grande zona grigia su cui la Commissione ha il dovere di indagare  e di proporre poi soluzioni normative". Lo ha detto il presidente del Comitato mafia e sport della commissione Antimafia Marco Di Lello dopo l'audizione dei pm di Torino sul caso biglietti che ha lambito la Juve.  Per i pm secondo Di Lello "per portare avanti una accusa in sede processuale occorrono elementi che non hanno ravvisato nei casi in questione. E' una valutazione che rispettiamo. C'è la piena consapevolezza da parte dei dirigenti della Juve e nesssun nocumento, nessuno svantaggio: i biglietti li vendevano. Conoscere queste modalità di gestione ha suscitato qualche perplessità all'interno del Comitato; ci ritorneremo, ora continuiamo il nostro lavoro in queste settimana con l'audizione sul Catania", ha aggiunto.

Tra 15 giorni parleremo con Pecoraro (procura Figc, ndr) e poi valuteremo come tornare sul caso e se ascoltare i dirigenti della Juve, qualcuno lo chiede. Vedremo se invitare e chi. Nella carte sono citati d'Angelo, Calvo, Merulla e Marotta. Andrea Agnelli? Valuteremo nei prossimi giorni, la Juve è patrimonio nazionale e vogliamo evitare strumentalizzazioni e polemiche. Vogliamo bianco o nero non vogliamo alcuna zona grigia" ha aggiunto Di Lello.

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