De Rossi si sfoga: A Roma calunnie e dicerie becere su di me

Rio de Janeiro (Brasile), 17 giu. (LaPresse) - "A Roma si vive anche di calunnie, ma ormai ci si impara a convivere". E' questo l'amaro sfogo di Daniele De Rossi nella mixed zone dello stadio Maracanà di Rio de Janeiro dopo la partita dell'Italia contro il Messico, valida per la Confederations Cup. "La cosa grave è dover sempre dimostrare o negare accuse folli o dicerie becere", ha aggiunto il centrocampista azzurro riferndosi sempre alla Roma. "In Europa, in Nazionale, sono considerato non dico una stella, ma un giocatore molto importante. A Roma invece devi stare sempre attento perche' ti vengono attaccante delle 'pecette' vergognose", ha dichiarato ancora De Rossi.

E' un De Rossi amareggiato, che parla quasi da separato in casa: "Io penso che chi calunnia è peggio di chi fa la spia. E a Roma si vive anche di calunnie. Ormai si sa e si impara a conviverci. Bisognerebbe essere più lucici nel giudicare quando gioco male, gioco male per colpa mia e quando gioco bene, gioco bene per merito mio". Per quanto riguarda il futuro, De Rossi non si nasconde: "Penso di essere un ragazzo onesto e devo anche fare una valutazione".

Mentre sulla prestazione contro il Messico: "Nelle ultime volte sono stato il migliore in campo, magari non questa sera. Ma ho comunque fatto una buona partita. Le cose sono andate regolarmente molto bene. Quindi c'era tanta differenza rispetto a quello che facevo alla Roma". Infine De Rossi racconta le emozioni di giocare al Maracanà: "E' sotto gli occhi di tutto il mondo e la pressione dovrebbe essere superiore. Giocare nella Roma mi dà una pressione diversa, meno 'mondiale' ma più 'passionale' e a volte forse mi confondo e mi coinvolge troppo".

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