De Laurentiis: Lo scudetto? Strada lunga, a marzo capiremo

Milano, 6 nov. (LaPresse) - "Contro l'Inter il 30 novembre al San Paolo la sfida scudetto? Noi cominceremo a capire veramente che cosa accade in questo campionato verso metà marzo. La strada è lunga, vediamo che cosa accade". Lo ha detto il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, arrivando negli uffici della Lega Serie A, a Milano, per la prima riunione della Commissione riforma campionati professionistici.

"La bravura di Sarri - ha aggiunto elogiando il suo allenatore - è anche stata quella di non bruciare i giocatori. Non era convinto di Strinic e di Maggio, ma a furia di allenarli anche loro hanno dato risultati ottimali. Il mercato di gennaio? Se la baracca funziona che cosa vado a prendere? Rischio che poi qualcuno va in panchina e mi ritrovo con problemi in spogliatoio. Comunque, vediamo. Non se ne va nessuno". "Gabbiadini può andare via? Ma siete pazzi? Rimane a Napoli. Se poi non vorrà rinnovare il contratto in scadenza dopo il quinto anno, ce ne faremo una ragione", ha spiegato parlando dell'ex Samp, ieri a segno in Europa League. De Laurentiis ha poi parlato dei registi: "E' da febbraio che mi interessavo a Valdifiori e finalmente abbiamo trovato anche Jorginho, che ha mostrato di essere un bravo regista. Ora ne ho due di registi e due non li ha nessuno. Una volta tanto mi levo una soddisfazione", ha concluso.

SERIE A? A 16 MEGLIO. "La Serie A a 18 squadre? Io ho sempre detto che servirebbe un campionato a 16 come era una volta, negli anni '80. Non mi sembra giusto che qualcuno venga in Serie A per prendere qualche milione e riscappare in B. "Come Lotito? Lotito, come pensiero, viene dopo di me. Io dicevo queste cose già nel 1999, quando per la prima volta ho cercato di acquistare il Napoli" ha detto De Laurentiis. "E' un problema di garanzie - ha aggiunto -. Chi partecipa al campionato deve fornire garanzie per evitare altri casi Parma. Abbiamo una Covisoc che non serve a nulla, una Federcalcio che non serve a nulla, una Lega che si è divisa dalla B ma continua a pagarla. O la Serie B è autosufficiente e interessa a qualcuno, oppure è un'assurdità che esista con i soldi degli altri. Non voglio cancellare B e C, ma devono essere due tornei con limiti salariali. La C con soli italiani e la B aperta agli Europei, ma sotto i 22 anni. Allora diventano un vero serbatoio per la Serie A", ha concluso il numero uno dei partenopei.

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