Malagò: "Qui tutti devono perdere qualcosa, spero che il calcio riparta il prima possibile"
Malagò: "Qui tutti devono perdere qualcosa, spero che il calcio riparta il prima possibile"

Il presidente del Coni: "Chi è presidente di federazione prenda le sue decisioni. Mai come oggi lo sport è il simbolo del nostro Paese"

Giovanni Malagò, nella sua qualità di presidente del Coni, lancia attraverso Dazn un messaggio forte e chiaro al mondo dello sport e, in particolare, del calcio. “Il grande errore che si può fare è intervenire in mondi in cui ci sono precise deleghe e rappresentanze. Tu vuoi essere il presidente di una federazione? Allora questo è il tuo momento in cui prendere decisioni. Qui si tratta che tutti devono perdere qualche cosa - ha aggiunto - L'ideale sarebbe trovare insieme il modo in cui non ci siano né vincitori né vinti e che il calcio possa ripartire il prima possibile, a prescindere da questa stagione".

Il presidente del Coni non nasconde il fatto che possa essere proprio lo sport uno dei pilastri della ripartenza dell'Italia: “Mai come oggi, lo sport è il simbolo del nostro Paese. Lo sport è il portabandiera del pensiero di appartenenza nazionale, si è visto grazie all'ultima campagna in cui i nostri atleti hanno fatto vedere la vicinanza a chi è in prima linea, rievocando ciò che fanno loro. Quando lottano, soffrono, vincono, perdono, come purtroppo sta succedendo in alcune zone d'Italia".

Il mondo dopo il covid19 come sarà? Malagò ne ha parlato soprattutto in chiave azzurra, quello della Nazionale: "Mancini dice che tra un anno sarà meglio per gli Europei? Il ct non è uomo di tantissime parole, ma quando le dice sono ponderate. Trasferisce il giusto entusiasmo e al tempo stesso ha già individuato quelle che possono essere delle opportunità nascoste da qui a un anno. La nostra è una squadra giovane, che deve amalgamarsi. Un anno in più di esperienza può essere importante e utile per la Nazionale. Lo slittamento dell'Europeo? Una decisione sacrosanta, se già è opinabile una partita di qualsiasi sport a porte chiuse, pensa cosa sarebbe stato un Europeo senza pubblico, peraltro con i biglietti già esauriti".

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