Cori razzisti, sospesa Pro Patria-Milan. Sindaco Busto: Reazione Boateng impropria

Busto Arsizio (Varese), 3 gen. (LaPresse) - E' durata solo 26 minuti la gara amichevole fra Pro Patria e Milan in programma nel pomeriggio a Busto Arsizio. La sfida è stata prima sospesa e poi ufficialmente rinviata per i cori razzisti che una parte del pubblico di casa ha rivolto ai calciatori di colore rossoneri fin dalle prime battute del match. In particolare ad essere stato preso di mira è stato Kevin Prince Boateng con lui Emanuelson, Niang e Muntari.

Sono stati individuati "tutti i soggetti collocati nel settore da cui sono provenuti i cori nei confronti dei giocatori di colore del Milan". Lo rende noto la questura specificando che la polizia scientifica, con l'ausilio della Digos e del personale del commissariato di Busto Arsizio, ha proceduto alle riprese dei fatti accaduti. Sono in corso tutti quegli accertamenti volti a definire le responsabilità personali per gli episodi accaduti, sia dal punto di vista penale che amministrativo, per adottare i conseguenti provvedimenti ed isolare i responsabili e scongiurare l'eventuale ripetersi dei fatti accaduti.

"Siamo dispiaciuti ed amareggiati per quanto successo però credo che il Milan non rientrando in campo abbia fatto la scelta giusta". Così il tecnico dei rossoneri, Massimiliano Allegri, ha commentato la decisione di abbandonare l'amichevole con la Pro Patria a causa dei cori razzisti verso i giocatori di colore del club rossonero da parte di alcuni tifosi. "Bisogna smetterla con questi gesti incivili - ha aggiunto - l'Italia deve migliorare sotto questo punto di vista e diventare un Paese più civile, educato ed intelligente. Spiace per i giocatori della Pro Patria e per la gran parte del pubblico ma non potevamo prendere una decisione diversa. Spero che questa cosa abbia un seguito se dovesse capitare anche in gare ufficiali dai Dilettanti fino alla Serie A".

"Mi spiace per le tante persone che non hanno nulla a che fare con questo ed a loro ci rivolgiamo dicendo che il Milan tornerà a giocare qui ma un segnale andava dato. Non si può tollerare una cosa del genere", gli ha fatto eco il capitano Massimo Ambrosini. "Continuare la gara in un clima del genere non andava fatto - ha aggiunto - perché bisognava dare un segnale. Non si può andare avanti con questa situazione".

Immediata la reazione da parte dei protagonisti e degli addetti ai lavori. "Quei signori che hanno fatti i cori razzisti sono stati isolati e non sono ultras della Pro Patria. Sono persone che hanno usato questo grande evento per rovinare una festa di calcio per tutti", così il patron della Pro Patria, Pietro Vavassori. "Non ho parole - ha aggiunto - sono molto amareggiato ma in questi casi le società sono impotenti".

"Nel 2013 succedono ancora queste cose... che tristezza. Dispiaciuto per le famiglie presenti e massima solidarietà ai miei compagni", scrive Riccardo Montolivo su Twitter, dove sulla sua pagina ufficiale Kevin Prince Boateng commenta: "E' una vergogna che accadano ancora queste cose". "Sono veramente senza parole, un pomeriggio vergognoso. Mi dispiace per la gente intelligente presente a Busto, ma era giusto andarsene", è il pensiero di Stephan El Shaarawy.

Non mancano le prese di posizione dei vertici del calcio: "Qualsiasi sanzione e qualsiasi provvedimento non potranno cancellare lo sdegno per un episodio inqualificabile e intollerabile del quale, peraltro, la Federazione ha già investito la Procura federale per accertare le responsabilità e collaborare con le Forze dell'Ordine al fine di individuare e punire i comportamenti razzisti", dice il presidente della Figc Giancarlo Abete. "Quanto è successo oggi è da condannare. Seguiremo con il nostro ufficio legale la vicenda, acquisendo la documentazione necessaria", gli fa eco il presidente della Lega Pro Mario Macalli.

Parole di condanna arrivano anche da Roberto Maroni: "Cori razzisti contro i giocatori di colore del Milan: una vergogna. Bravo Allegri, giusto ritirare la squadra", scrive su Twitter il segretario federale della Lega Nord.

La reazione di Boateng "è stata impropria". A dirlo è il sindaco di Busto Arsizio Gianluigi Farioli. Il gesto cui fa riferimento il primo cittadino ai microfoni di Sky Sport non è quello "dell'abbandono del campo" del giocatore rossonero quanto quello "di essersi girato ed aver scagliato la palla ai 200 all'ora laddove, oltre ad un gruppo sparuto di deficienti, c'erano dei ragazzi. Questa è stata una reazione impropria".
"Boateng - prosegue - ha tutta la mia solidarietà umana" ma il club rossonero "lo avrebbe sanzionato se quello che è accaduto fosse successo, ad esempio, in Milan-Sampdoria". In ogni caso a scanso di equivoci Farioli tende a precisare che la condanna nei confronti di chi ha intonato i cori offensivi, descritti come "una sparuta minoranza", è "nelle mie parole e nei miei atti fermissima e senza giustificazione". Quindi difende Busto Arsizio, da lui definita "città civile ed operosa" e sottolinea la dimostrazione "di straordinaria civiltà" da parte del pubblico di casa "che ha applaudito le squadre che uscivano, isolando quei quattro deficienti". "Il razzismo - aggiunge Farioli - è una malapianta che alberga in una piccola minoranza e questa non può essere tollerata".








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