Cori razzisti, indagini proseguono. Milan: Sempre via dal campo

Milano, 4 gen. (LaPresse) - "Grazie a tutti per il supporto e la comprensione. Per me significano molto". Così tramite il suo profilo twitter il centrocampista del Milan, Kevin Prince Boateng, ha commentato tutti gli attestati di stima e solidarietà arrivati ieri dopo i cori razzisti di una parte dei tifosi della Pro Patria nei suoi confronti che hanno indotto il Milan ad abbandonare l'amichevole contro la Pro Patria. Il sindaco di Busto Arsizio e la società hanno annunciato che si costituiranno parte civile nel caso di un processo nei confronti degli autori dei cori razzisti.

Dopo la telefonata di congratulazioni ricevuta dal presidente Berlusconi, Prince Boateng ha rilasciato una lunga intervista alla CNN in cui ha ribadito, fra l'altro, che "non importa quale partita sia, se amichevole, se internazionale, o con la propria Nazionale, ma se fatti come quelli di ieri dovessero ripetersi, io lascerò ancora il campo di gioco. E' stato importante per me il supporto ricevuto da persone come Rio Ferdinand e Patrick Vieira. Ieri l'arbitro mi diceva di non preoccuparmi, ma c'era da preoccuparsi. Non è stato bello. Ero arrabbiato ma anche triste, come è possibile che accadano certe cose nel 2013...".

Nel pomeriggio è stato denunciato un tifoso della Pro Patria. L'uomo, secondo quanto fa sapere la questura, è stato rintracciato confrontando i dati raccolti durante l'identificazione preventiva compiuta dagli agenti, dopo la sospensione della gara, nel settore dal quale provenivano i cori e i filmati delle telecamere dello stadio. Sono in corso ulteriori accertamenti per individuare gli altri responsabili.

La denuncia riguarda un giovane di 20 anni, residente a Busto Arsizio, deferito in stato di libertà per il reato di divulgazione di espressioni di razzismo, cioè per la violazione della cosiddetta Legge Mancino. Il tifoso è stato sottoposto anche a perquisizione domiciliare, durante la quale gli agenti hanno trovato documentazione riferita ad abbonamenti alle stagioni calcistiche della squadra di calcio Pro Patria e la personale Tessera del Tifoso.

Sarebbero cinque le persone su cui la questura di Varese sta indagando per aver partecipato ai cori razzisti contro alcuni giocatori del Milan, in particolare Kevin Prince Boateng, durante la partita amichevole Milan-Pro Patria allo stadio Speroni di Busto Arsizio. "Stiamo lavorando per raccogliere ulteriori elementi in merito. Non tralasciamo ulteriori sviluppi", dichiarano dalla questura. Per il momento, invece, massimo riserbo sui nominativi dei soggetti su cui si sta indagando.

"Questi episodi incivili, questi fischi e questi cori denigratori si ripetono ormai con eccessiva frequenza e offendono il calcio e lo sport intero. Anche perché di tali gesti odiosi soffrono, oltre agli atleti, le società e la stragrande maggioranza dei tifosi. Assicuro che in tutte le partite, anche internazionali, ove si verificassero episodi di questo genere, il Milan lascerà il campo". Così il presidente del Milan, Silvio Berlusconi, in una nota ha commentato i fatti di ieri a Busto Arsizio. "Ho chiamato poco fa Kevin Prince Boateng e mi sono congratulato con lui per la sua reazione contro il deprecabile episodio di razzismo avvenuto nello stadio della Pro Patria - ha aggiunto - Ho molto apprezzato il comportamento del mio Milan in questo caso e le dichiarazioni rese dai calciatori, dall'allenatore Allegri e da mia figlia Barbara".



© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata