Conte concede il bis, dopo l'Italia ora l'obiettivo è Europa

Torino, 5 mag. (LaPresse) - Bene, bravi, bis. Antonio Conte-Juventus, anno secondo: per la delizia del pubblico bianconero, il sequel non ha fatto rimpiangere il capitolo uno. Ancora una volta, il gladiatore riportato a Torino per rinverdire i fasti del passato ha diretto con mano ferma ed attenta il suo progetto destinandolo ad un nuovo successo. "Riconfermarci sarebbe un traguardo straordinario", ripeteva ossessivamente il tecnico, come un mantra, al termine di ogni vittoria e ogni nuovo tassello posto lungo la strada dello scudetto. Parole sacrosante, non solo immancabile scaramanzia. Perché la riconquista del tricolore era tutt'altro che scontata, in un anno dove la forza della Juventus non rappresentava più una sorpresa e a fare da "guastafeste" alla programmazione bianconera c'erano le fatiche della Champions League, a riportare i bianconeri nel calcio che conta.

PIU' FORTI DI TUTTO - Vero che, a differenza della scorsa stagione, Buffon e compagni partivano in pole position, confortati dai favori del pronostico dall'alto di un telaio collaudato e rinvigorito dalla sicurezza dei forti. Vero che la concorrenza non è sembrata mai davvero all'altezza di insidiare lo scettro, a dimostrazione del livello tutt'altro che esaltante del nostro campionato: Milan all'anno zero, scattato in griglia senza Ibrahimovic e Thiago Silva sacrificati sull'altare del bilancio; Napoli ancora immaturo nonostante i miracoli di Mazzarri e le prodezze di Cavani, Inter falcidiata dagli infortuni e gradualmente smantellata dai pezzi pregiati del 'Triplete' nell'eterna attesa di una rifondazione, Lazio bella a tratti ma incompleta; Roma troppo legata ai saliscendi zemaniani (perlomeno, ad inizio stagione, prima dell'avvento di Andreazzoli).

TORMENTONE TOP PLAYER - Tuttavia l'alibi degli avversari non può e non deve sminuire il capolavoro-bis di Conte. Il tecnico ha aderito alla filosofia del squadra si vince non si cambia, anche se non avrebbe affatto disdegnato l'arrivo del famigerato top player, autentico tormentone del mercato estivo. Buon per lui che, tra i nuovi semi portati da Marotta, uno ha dato subito i suoi frutti: Pogba, già diventato pilastro del centrocampo presente e granitica certezza per quello futuro. Il francesino, Asamoah e a fasi alterne Giovinco: tutti assimilati felicemente nel "grande disegno" di Conte, chiamato ad una sfida quantomeno insidiosa, far evolvere la fame, impressionante, messa in mostra dalla squadra l'anno scorso traducendola in maggiore solidità e concretezza. Vittoria su tutta la linea.

MENO BELLA MA PIU' SOLIDA - La Juventus 2012/2013 non ha più potuto fregiarsi del marchio di invincibile (4 sconfitte contro le 0 dell'anno scorso), in compenso ha ottenuto più successi (26 contro 23). Meno bella e brillante, ma più concreta e cinica. Un meccanismo talmente collaudato da resistere anche all'assenza in cabina di regia, per quattro mesi, del suo comandante in capo, costretto a scontare la squalifica legata all'inchiesta calcioscommesse così come il vice Angelo Alessio. Per guidare il vascello bianconero verso la giusta rotta nei primi mesi della stagione, bastava ed avanzava l'interim di Massimo Carrera, mentre le telecamere setacciavano puntualmente le tribune per individuare il box 'oscurato' dietro al quale soffriva, e sbraitava, il tecnico titolare. Così lontano, ma sempre così vicino ai suoi uomini.

ORA OBIETTIVO CHAMPIONS - Se il regno d'Italia non conosce pretendenti al trono, ben altra storia si scrive in Europa. Al ritorno nel palcoscenico più prestigioso, vissuto da protagonista ai tempi in cui giocava, Conte è riuscito a traghettare la sua creatura fino ai quarti di finale, dove si è infranta contro la corazzata Bayern Monaco. Confronto senza storia, squadra di un altro pianeta, nonché punto di riferimento al quale Conte guarda per una Juve futura trionfatrice in Champions. Non è un mistero che, conquistata e riconquistata l'Italia, l'ambizione del tecnico sia quella di salire sul tetto continentale, come del resto l'intero popolo bianconero.

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