Confederations Cup, scontri prima di Brasile-Messico. Neymar: Voglio giustizia

San Paolo (Brasile), 19 giu. (LaPresse) - "Voglio un Brasile più giusto, più sicuro, più salutare e più onesto! L'unico modo che ho di rappresentare e difendere il Brasile è in campo, giocando a calcio... e a partire da questo, contro il Messico, entro in campo ispirato dalla mobilitazione" e dalle proteste. Così l'attaccante Neymar della Selecao ha dichiarato su Instagram il suo sostegno alle manifestazioni contro il governo, poco prima di scendere in campo e segnare un gol contro il Messico in Confederations Cup.

Scontri si sono verificati tra la polizia e parte dei 15mila manifestanti che a Fortaleza, in Brasile, hanno tentato di raggiungere lo stadio Castelao dove questa sera alle 21 italiane si terrà la partita tra Brasile e Messico, valida per la seconda giornata della Confederations Cup. Lo riporta online il giornale O Globo. Circa 500 agenti della polizia sono stati schierati per impedire ai dimostranti di avvicinarsi allo stadio e hanno usato la forza per bloccare i manifestanti che tentavano di avanzare. La stima del numero di partecipanti alla protesta è della polizia. Sinora non c'è notizia di feriti.

Diverse persone sono rimaste ferite e altre sono state arrestate a Fortaleza negli scontri. Gli agenti schierati fuori dallo stadio hanno usato gas lacrimogeni, proiettili di gomma e spray al peperoncino contro i dimostranti. Questi hanno lanciato pietre e dato fuoco a un mezzo delle autorità. La manifestazione continua e sta avanzando verso lo stadio.

All'origine delle dimostrazioni in varie città del Brasile ci sono gli aumenti dei costi dei trasporti, le condizioni sanitarie, di abitazione e la sicurezza. I manifestanti si dicono inoltre preoccupati per le alte spese previste per l'organizzazione dei Mondiali di Calcio del 2014 e i Giochi olimpici del 2016.

Nuove proteste si sono tenute anche a San Paolo, dove centinaia di persone sono di nuovo scese in strada contro il governo. In una delle diverse manifestazioni, circa 200 persone hanno bloccato la Rodovia Anchieta, che collega la città con Santos. Dopo circa due ore si sono spostate al sobborgo industriale di Sao Bernardo do Campo, in periferia. Un altro gruppo di manifestanti ha poi di nuovo bloccato la strada. Altre proteste pacifiche si sono tenute nei sobborghi di Campo Limo e M'Boi Mirim.

Intanto, gli organizzatori hanno annunciato manifestazioni di massa per domani a Rio de Janeiro e San Paolo. Nella prima città intendono raggiungere lo stadio Maracanà, dove si terrà la partita tra Spagna e Tahiti valida per la terza giornata della Confederations Cup. La polizia ha annunciato che non permetterà l'interruzione dell'incontro. A San Paolo, il capo del dipartimento di Sicurezza pubblica Fernando Grella Vieira ha dichiarato alla rete O Globo che la polizia garantirà il diritto di manifestare ma "reprimerà tutte le forme di vandalismo". Ieri nelle proteste di San Paolo sono state fermate 63 persone.

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