Ciclismo, Viviani, Cavendish e Trentin si sfidano nella nuova Adriatica-Ionica Race
Prima edizione della corsa a tappe organizzata da Moreno Argentin. Si parte dal Veneto per arrivare in Friuli Venezia Giulia. In gara anche Nizzolo, Consonni e Cunego, a pochi giorni dal ritiro. Da mercoledì 20 giugno su LaPresse

C’è una grande novità nel calendario del ciclismo italiano ed europeo. Da mercoledì 20 a domenica 24 giugno si correrà la prima edizione dell’Adriatica – Ionica Race, corsa a tappe organizzata da Moreno Argentin, monumento del nostro ciclismo, vincitore di tre Freccia Vallone, quattro Liegi Bastogne Liegi e del Mondiale 1986.
Un appuntamento utile per chi sta preparando il Tour de France (7-29 luglio) ma soprattutto un progetto ambizioso che punta a coinvolgere altre sette nazioni nei prossimi cinque anni, ripercorrendo idealmente i confini della Serenissima, la Repubblica di Venezia, che arrivavano fino alla Grecia.

Per il varo di questa corsa si presentano 16 squadre di cui cinque world tour con alcuni tra i migliori ciclisti al mondo. A partire da Elia Viviani, campione olimpico nell’omnium a Rio 2016, che almeno da un anno ormai, si dedica con successo alla strada. Vincitore della maglia ciclamino, quella per la classifica a punti, nell’ultimo Giro d’Italia, il capitano della Quick-Step Floors è stabilmente nelle prime posizioni della classifica mondiale e si presenta alla Race addirittura da numero tre, davanti a un fenomeno come il norvegese Alexandr Kristoff. La sua specialità resta lo sprint ma nel corso dei mesi Viviani ha dimostrato di essere competitivo anche in salita e punta alla vittoria della corsa.

Caratteristiche e obbiettivi simili per Mark Cavendish (Team Dimension Data) e Giacomo Nizzolo (Trek Segafredo), velocisti nati, accompagnati per l’occasione da grandi gregari come Stephen Cummings e Fabio Felline, due che la Race possono anche vincerla. Situazione diversa per Matteo Trentin, in gara con la Nazionale italiana di Davide Cassani, al ritorno dal terribile infortunio alla ultima Parigi Roubaix dopo essersi già rotto una costola ad inizio gennaio. Un 2018 decisamente sfortunato per il ragazzo di Borgo Valsugana che punta a ritrovare il giusto ritmo di gara in vista del Tour. Oltre ai grandi velocisti, in corsa per la vittoria finale anche Niki Terpstra, compagno di squadra di Viviani e Giovanni Visconti (Bahrain Meida), scortato da Antonio Nibali, fratello di Vincenzo, e dal talento ucraino Mark Padun.

Ci sono poi le squadre italiane, concentrate sulla Ciclismo Cup, competizione che regala una partecipazione certa al Giro d’Italia dell’anno successivo e che vede nell’Adriatica-Ionica il sesto appuntamento. Dall’Androni Giocattoli, campione in carica, di Mattia Cattaneo e del piccolo colombiano Ivan Ramiro Sosa, fortissimo in salita, alla Bardiani CSF capitanata da Giulio Ciccone, passando per la Wilier Triestina Selle di Matteo Busato e la Nippo Vini Fantini di Marco Canola e Damiano Cunego. Per il veronese, vincitore del Giro d’Italia 2004, l’Adriatica-Ionica Race avrà anche il sapore dell’addio visto che sarà la sua ultima corsa a tappe prima del ritiro e chissà che il “piccolo principe” non riesca a regalarsi qualche soddisfazione in una delle cinque giornate.

Si comincia da Musile di Piave con una cronometro a squadre che si concluderà sul lido di Jesolo. Nella seconda tappa, partenza dalla città veneta e arrivo a Maser, piccolo comune in provincia di Treviso, dopo 152 chilometri e due gran premi della montagna di terza categoria, i più semplici da scalare. Un ottimo riscaldamento prima della tappa più dura della Race: da Mussolente a Passo Giau con tre salite terribili: Passo Rolle, Passo Valles e l’arrivo, tutte tra il 6% e il 10% di pendenza media. Su questi gran premi della montagna si definirà la classifica e chi sarà nelle prime posizioni si giocherà la vittoria finale nelle due tappe restanti. Prima i 230 chilometri da San Vito di Cadore a Grado con alcuni tratti di sterrato nel finale, poi l’ultima giornata con il circuito di Trieste da ripetere per sette volte prima del traguardo in Piazza Unità d’Italia.

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