Ciclismo, Uran pronto per le montagne: Sto bene, ma il Giro è sempre imprevedibile

Rivarolo Canavese (Torino), 23 mag. (LaPresse) - Si sapeva che la Fossano-Rivarolo, per Rigoberto Uran e gli uomini di alta classifica, sarebbe stata una sorta di turno di riposo, visto che il palcoscenico era tutto dedicato ai velocisti (anche se a rubare la scena sono stati i 'fuggitivi' con il trionfo finale di Marco Canola). Tuttavia il colombiano, maglia rosa dopo la grande prestazione nella cronometro individuale di ieri da Barbaresco a Barolo, non perde la concentrazione in vista dell'arrivo delle montagne, dove si deciderà nell'ultima settimana la sorte del Giro d'Italia 2014. Il colombiano continua ad ostentare la serenità dei forti, anche se sa bene che gli inseguitori, Evans e Quintana in testa, meditano il riscatto sui rilievi alpini: "Manca ancora tanto, al Giro ogni giorno può succedere qualcosa", avverte il leader della classifica. "Ieri ho vinto con un bel distacco, vuol dire che sto bene. Ma anche gli altri".

L'uomo di punta della Omega Pharma Quick Step rievoca il trionfo langarolo: "Le crono, nei grandi giri, fanno la differenza. Per vincere bisogna andare forte nelle prove a tempo, ma anche in salita. Ieri ho fatto una grande corsa, è andato tutto come volevamo. La tappa di domani? C'è una bella salita. Vediamo cosa succederà". Uran ribadisce l'ambizione di salire sul gradino più alto del podio a Trieste, dopo il secondo posto ottenuto l'anno scorso alle spalle di Vincenzo Nibali. Stavolta potrebbe essere la volta buona visto che la forma pare al top. "Anche nel 2013 stavo bene", sottolinea il colombiano che però, allora, era 'semplice' gergario al sevizio di sir Bradley Wiggins alla Sky. Alla Omega, prosegue, "quest'anno sono capitano e ho una squadra che lavora per me. E ora siamo in una bella posizione". Ottimo scalatore e anche uomo da cronometro, come visto a Barolo. La domanda, a questo punto, è quasi doverosa: qual è la vera specialità di Uran? Il colombiano sfodera il consueto sorriso: "Non lo so neanch'io...", scherza. Poi torna serio: "Le crono mi piacciono, ma - ammette - ieri non c'erano grandi specialisti come Cancellara o Martin. Era una prova un po' speciale, presentava qualche salita e qualche discesa. Poi, negli ultimi km, ho avuto la fortuna di trovare l'asfalto asciutto. Non era una crono per veri specialisti".

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