Ciclismo, Gino Bartali diventa cittadino onorario di Israele
Il riconoscimento a due giorni dalla storica partenza del Giro d'Italia da Gerusalemme

Il grande campione italiano di ciclismo Gino Bartali, che ha aiutato a salvare gli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, ha ricevuto la cittadinanza onoraria israeliano mercoledì a due giorni dalla storica partenza del Giro d'Italia da Gerusalemme. Un gruppo di ciclisti israeliani hanno effettuato un giro al memoriale dell'Olocausto di Yad Vashem, situato su una ripida collina di Gerusalemme, in onore di Bartali prima della cerimonia che gli ha conferito la cittadinanza onoraria postuma. La nipote di Bartali, Gioia Bartali, ha ricevuto l'onoreficenza a suo nome dal presidente di Yad Vashem, Avner Shalev. In un breve ed emozionato discorso, la nipote del grande campione italiano ha chiamato suo nonno un "uomo di pace che ha rischiato la vita" per salvare gli altri.

Morto nel 2000, Bartali aveva già ricevuto l'onore di essere indicato come 'Giusto tra le nazioni' da parte di Yad Vashem, riconoscimento assegnato ai non ebrei che si opposero al genocidio nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Più di 26.500 persone hanno ricevuto quel titolo, tra cui oltre 680 italiani. Bartali è stato uno dei più grandi ciclisti italiani, avendo vinto il Giro d'Italia tre volte e il Tour de France due volte tra il 1936 e il 1948. Nel 2009 cominciarono a emergere prove delle azioni, fino ad all'ora sconosciute, di Bartali che aiutarono a salvare la vita di 800 ebrei. Nel 1943, Bartali fu assegnato alla polizia stradale dal regime fascista prima di lasciare il lavoro e andare clandestino. Quindi aiutò gli ebrei perseguitati contrabbandando fotografie di identità a un convento che produceva documenti contraffatti. Bartali ha contrabbandato i documenti portandoli sulla sua bicicletta mentre faceva finta di allenarsi.

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