Giro di Lombardia, Pinot vince in solitaria. Nibali è secondo

"È la vittoria più bella, il coronamento di un sogno", ha detto Thibaut Pinot. E Nibali: "Il secondo posto per me è un po' una sconfitta"

Thibaut Pinot ha vinto in solitaria la 112/a edizione del Giro di Lombardia, l'ultima classica stagionale. Secondo posto per Vincenzo Nibali, arrivato a 35" dal vincitore. Completa il podio Dylan Teuns, che ha regolato allo sprint un gruppetto di 5-6 corridori. Staccato il campione del mondo Alejandro Valverde, il favorito alla vigilia. Nella top ten anche Domenico Pozzovivo, ottavo.

La Francia torna così a imporsi nella classiche delle foglie morte a 21 anni dal trionfo di Laurent Jalabert, che nel 1997 firmò l'accoppiata Milano-Torino e Giro di Lombardia, proprio come accaduto quest'anno al corridore della Groupama-FDJ. L'azione decisiva è arrivata a poco meno di 50 km dall'arrivo, quando sul Muro di Sormano Nibali e Pinot sono andati in avanscoperta. Solo Roglic e Bernal sono riusciti a tenere la loro andatura, per poi alzare bandiera bianca sul Civiglio. Rimasti in due lo scalatore francese sull'ultima asperità del percorso, il Monte Olimpino, ha tentato più volte di staccare lo 'squalo dello stretto', riuscendoci al terzo tentativo, a poche centinaia di metri dallo scollinamento, per poi involarsi in solitaria verso il traguardo di Como.

"È la vittoria più bella, per me il Giro di Lombardia non era soltanto un obiettivo, per me è magnifico quello che è successo oggi. È il coronamento di un sogno, battendo poi Nibali", sono queste le parole di Thibaut Pinot, ai microfoni Rai, dopo il successo ottenuto nel Giro di Lombardia. "L'attacco a 50 km dall'arrivo? Era un rischio ma non avevo altra scelta, quando Nibali ha attaccato non potevo fare altrimenti - ha aggiunto il francese - Per me è la vittoria più bella in Italia questa, ho vinto tante corse qui ma questa è la più bella in assoluto".

Amareggiato Vincenzo Nibali. "Ci speravo, - ha commentato i microfoni Rai - il secondo posto per me è un po' una sconfitta. Ma ero al lumicino dopo una fuga così da lontano in una corsa molto tirata". "Lui aveva la condizione migliore, ha anche vinto la Milano-Torino - ha proseguito il capitano della Bahrain-Merida - Ha avuto una crescita differente. Per la vittoria avevo battezzato lui e Valverde, non ha deluso le aspettative". Il corridore siciliano ha ottenuto un piazzamento importante a tre mesi dal ritiro forzato dal Tour de France. "Cercavo anche io un po' di riscatto dopo aver inseguito tanto in questa stagione e aver ricevuto anche qualche critica gratuita da chi magari non segue così bene il ciclismo - ha ammesso - È difficile potersi rilanciare e tornare ad alti livelli, oggi questo secondo posto mi ha dato tanto. La Vuelta è stata la corsa a tappe più difficile che ho corso da professionista, ci sono arrivato con dei problemi e fuori condizione".

Il prossimo anno Nibali potrebbe tornare a correre il Giro d'Italia. "È molto interessante, Vegni mi ha lanciato qualche frecciatina - ha raccontato - Sappiamo già com'è la partenza, quest'anno ho saltato il Giro per puntare un po' di più sul Tour, scopriremo le carte pian piano. Per me significa sempre qualcosa in più perché è la corsa che mi ha lanciato in Italia, l'ho vinta due volte. Ci sono molto legato ed è normale che possa scegliere di venire al Giro, ma a questo voglio pensarci più avanti". Discorso simile riguardo il proprio futuro, dato che il prossimo anno il corridore della Bahrain-Merida andrà in scadenza. "Non è il momento di parlarne, ora arriva l'inverno e si mettono testa e gambe a riposo, la prossima stagione sarà molto importante per me - ha concluso - Ci può anche essere l'opportunità di continuare, poi è chiaro che possano arrivare offerte". 

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