Calcioscommesse, Conte non patteggia e Palazzi chiede 15 mesi di stop

Roma, 2 ago. (LaPresse) - Si è conclusa oggi la fase dibattimentale del secondo processo sul calcioscommesse davanti alla commissione Disciplinare a Roma. Dopo la richiesta di patteggiamento (3 mesi e 200mila euro di ammenda), respinta dalla Disciplinare perché giudicata "non congrua", l'ex allenatore del Siena Antonio Conte, deferito per la doppia omessa denuncia della presunta combine di Siena-Novara e Albinoleffe-Siena nella stagione 2010-2011, ha rinunciato a riformulare una richiesta di patteggiamento, ed è andato a processo. Gli avvocati di Conte, Antonio De Rensis e Luigi Chiappero erano tornati a Roma dopo dopo un blitz notturno a Torino per fare il punto della situazione con il loro assistito e con la società. Arrivati all'ex ostello della gioventù del Coni intorno alle 14, durante una delle lunghe pause della giornata si erano rinchiusi a trattare con il procuratore federale Stefano Palazzi, ma l'accordo su un possibile patteggiamento non si è trovato, come hanno lasciato intendere successivamente nel corso della loro arringa difensiva gli stessi legali. Saltato ogni accordo, Palazzi formula la richiesta tenuta in sospeso: un anno per omessa denuncia e tre mesi per la reiterazione sia per Conte che per Alessio. "Non abbiamo riscontri, c'è la parola di una persona, non c'è un'intercettazione, un de relato, un passaggio di soldi, non c'è più niente. Io non sono qui a raccontarvi la favola che Carobbio non è credibile". Così ha esordito Antonio De Rensis, uno dei legali del tecnico nella sua arringa difensiva. Per De Rensis "Carobbio è credibile, ma non è il solo credibile. Quando ci troviamo di fronte a un'incolpazione, laddove non ci sono altri riscontri, bisogna chiamare il dichiarante in correità. La genesi dichiaratoria di Carobbio è molto diversa da quella di Gervasoni, lo chiamerei un 'utilizzatore' di interrogatori".

"Nelle dichiarazioni del 19 gennaio a Cremona - ha aggiunto il legale - quello è l'interrogatorio degli interrogatori, e in quella sede Conte non esiste. Carobbio non se lo ricorda, se lo ricorda il 29 febbraio quando va davanti alla procura federale". La difesa è basata sul presupposto che "Carobbio non è del tutto trasparente in alcuni passaggi". "Ma - ha sottolineato De Rensis - se Carobbio fa tutte quelle chiamate con una scheda di un egiziano e parlava con Ilievski, e aveva detto il 29 febbraio che con lui non aveva avuto più alcun contatto, dovrete spiegarmelo nelle motivazioni il perché continuate a credergli. Ci sono state contraddizioni enormi, e ammetterlo per voi significherebbe fortificare il vostro processo, non destituirlo. Questa non è giustizia ma uno scontro puro. Leggete l'audizione del 10 luglio di Carobbio, è una buccia di banana, c'è un silenzio che parla: le telefonate in ritiro con Ilievski. Non poteva dire niente lì, e nessuno glielo ha chiesto". "Signor procuratore, la scivolata sul patteggiamento, alla fine, l'ho apprezzata poco perchè avevamo raggiunto un accordo con lei e lei sa che non è un'ammissione di colpa. Se lei pensa che questi signori possano modulare le nostre colpe sui patteggiamenti degli altri siamo fuori strada", ha aggiunto De Rensis prima di concludere, rivolgendosi ai membri della Disciplinare: "Mi rivolgo a voi guardandovi negli occhi. Per perdere la dignità c'è un modo principe: non essere onesti intellettualmente. Io però sono sicuro che la vostra riconosciuta onestà vi accompagnerà in camera di consiglio ma anche quando ne uscirete con il proscioglimento di Antonio Conte".

Differente nei toni ma abbastanza ferma è stata l'arringa di Luigi Chiappero, legale che difende anche il vice di Conte, Angelo Alessio, che ai membri della Disciplinare, dopo una lunghissima arringa in cui ha tentato di smontare il teorema dell'assoluta attendibilità che la procura assegna alle dichiarazioni di Filippo Carobbio, ha concluso: "Non avete una prova al di là di ogni ragionevole dubbio che quello che vi abbia detto Carobbio sia la verità". "Due principi - ha spiegato Chiappero - sono fondamentali per portare a Torino l'assoluzione di Conte e Alessio. Non è da poco uno contro tutti, magari ha anche ragione lui, ma quando sono venti contro uno, qualche attenzione in più va tenuta in considerazione". "Le dichiarazioni di Carobbio non sono attendibili perché non autoaccusatorie di quanto Gervasoni gli addebita", ha aggiunto Chiappero spiegando che "Filippo Carobbio non è un soggetto che spontaneamente ha dichiarato delle cose contro Antonio Conte. Ci sono due interrogatori presso la giustizia ordinaria, prima di quello presso la Procura federale, nei quali non vien fatta menzione in alcun modo di Antonio Conte". E poi, ha aggiunto Chiappero, "su Novara-Siena, uno che a 20 minuti dalla fine sul 2-2 cambia due punte con due punte, è uno che vuole pareggiare? Questo è il comportamento di uno che vuole vincere, non patteggiare, che vuole sempre vincere, ve lo posso garantire io che per la storia del patteggiamento quasi venivo attaccato al muro, perché non vuole perdere mai soprattutto quando è convinto di aver ragione e quando sente che la sua causa è quella giusta". La Disciplinare andrà in camera di consiglio domenica mattina ed è probabile che la decisione arrivi tra l'8 e il 9 agosto.

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