Calcio in tv, Berlusconi Jr: Bisogna rinnovarsi, non ci stiamo più

Torino, 23 set. (LaPresse) - "Il calcio italiano non è stato e non è in grado di offrire alle persone che si recano allo stadio il minimo necessario". Con queste parole, riportate su il 'Corriere della Sera', Piersilvio Berlusconi attacca il mondo del calcio che, secondo lui, presenta in Italia numerose e grandi lacune soprattutto se paragonate al denaro investito dalla pay tv. Berlusconi Jr non intende mollare, perchè "sarebbe come tradire i tifosi", ma aggiunge che "non penso che in futuro si possa andare avanti così".

"Il calcio deve modernizzarsi - spiega Piersilvio Berlusconi - altrimenti potremmo riconsiderare in futuro il nostro investimento sui diritti tv". Poi il vicepresidente di Mediaset riflette sulla differente situazione all'estero: "In Spagna e Inghilterra, per esempio, hanno lavorato meglio sul fronte degli stadi, più belli, più sicuri, più moderni, più sensibili alle esigenze degli spettatori". Secondo Piersilvio Berlusconi, poi, gli scandali scommesse e lo sciopero hanno fatto il resto.

Le parole di Piersilvio Berlusconi scaturiscono dall'assegnazione dei diritti televisivi della Serie A avvenuta ieri. Alla Lega serie A andranno circa due miliardi e mezzo di euro in tre anni da redistribuire tra i vari club. E' questo l'esito del bando di assegnazione dei diritti televisivi per il satellite e per il digitale terrestre, attribuiti rispettivamente a Sky e Rti (Mediaset). Entrambe hanno garantito il minimo richiesto: Sky ha garantito 558 milioni di euro per il 2012/13, 561 milioni per il 2013/14 e 564 milioni per il 2014/15. Mediaset invece si è impegnata a pagare per il primo anno 259 milioni, per il secondo 268 milioni e per il terzo 277 milioni.

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