Calcio, Berlusconi: Pronto a vendere Milan solo per riportarlo dove merita

Torino, 16 mag. (LaPresse) - "In questo momento non saprei quale sviluppo possa prendere. Anche perché è opportuno fare una premessa doverosa: io non ho nessuna voglia, intenzione e necessità di cedere il Milan". Lo ha detto Silvio Berlusconi, presidente del Milan, nel corso di una intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport in cui parla del futuro del club rossonero. Sui rapporti con il Xi Jinping, attuale Capo di Stato e segretario del Partito comunista cinese: "Vediamo che cosa potrà succedere. Intanto, al di là del rapporto creato all'epoca sulla scena politica - ha detto l'ex capo del Governo - Xi sta dimostrando di avere grande rispetto per il calcio italiano, quindi per il Milan. Non è un mistero che in Cina il brand Milan tiri ancora tanto".

"Non posso dire ora che cosa accadrà. Sia ben chiaro - ha ribadito Berlusconi - non mi trovo nelle condizioni di cedere a tutti i costi la società. È innegabile, tuttavia, che da quando nel calcio sono arrivati i petroldollari e gli interventi dal Qatar è molto difficile che una sola famiglia riesca a reggere il peso economico di un club. Poi, certo, ci possono essere situazioni eccezionali come la Juve". Per questo motivo il presidente del Milan ha spiegato che "se, da sola, la mia famiglia non può farcela, allora sarà fondamentale reperire investitori capaci di contribuire al rilancio del Milan. Mi pare di aver capito, però, che quanti si interessano all'acquisto della società pongano come condizione essenziale la mia partecipazione alla loro avventura". Sugli impegni della famiglia, Berlusconi ha concluso: "Ci mancherebbe. Se il Milan non troverà acquirenti, mi toccherà tentare il rilancio. Invece, se la società conterà su nuovi investitori che richiederanno la conferma del mio ruolo, allora contribuirò, con chi arriverà, a riportare il Milan alle posizioni che merita".

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